giovedì 14 dicembre 2017

MTM Manifatture Teatrali, prossimo debutto: THYSSEN - OPERA SONORA al Teatro Leonardo


18 dicembre 2017
Teatro Leonardo
Tyssen – Opera sonora
“6 dicembre 2007- 6 dicembre 2017”. Dieci anni, tanto è passato dalla notte in cui sette operai persero la vita nel rogo della Thyssen, a Torino.

“Se a Torino chiedi degli operai della Thyssen, ti indicano il cimitero”. Così iniziava il reportage di Ezio Mauro sulla storia dei sette operai morti avvolti dalle fiamme.
L’idea di base è quella di lavorare su un piano fortemente evocativo piuttosto che descrittivo, didascalico o documentario – scrive il regista Babina -. Credo che un racconto come questo sia potente per le immagini che è in grado di evocare senza riprodurle, cercando appunto che esse si creino all’interno dello spettatore, dandogli la possibilità di vivere in modo più personale gli eventi raccontati.



6 dicembre 2007- 6 dicembre 2017. Dieci anni, tanto è passato dalla notte in cui sette operai persero la vita nel rogo della Thyssen, a Torino. Nel maggio 2016 la Cassazione ha confermato le condanne dell'appello-bis nei confronti dei sei imputati per l’incidente: l’amministratore delegato e i manager del colosso tedesco dell’acciaio, ponendo così la parola fine alla vicenda giudiziaria. Ma quelle vite bruciate rimangono “uno scandalo della democrazia”, come ha scritto Ezio Mauro su La Repubblica.

Il lungo reportage che lo stesso Mauro firmò sul suo giornale a circa un mese dal rogo è oggi una pièce teatrale che vede come protagonista l’ex Direttore di Repubblica: “Thyssen. Opera sonora”, questo il titolo.

E proprio in occasione dei decimo anniversario di quel tragico rogo, la presidente Laura Boldrini ospiterà la pièce alla Camera domenica 3 dicembre - ore 12 Sala della Regina- nell’ambito della manifestazione “Montecitorio a porte aperte”, l’iniziativa con la quale una volta al mese il palazzo si apre ai cittadini.

“Non si può morire in un modo così tremendo, non si può lavorare in condizioni tanto rischiose – è la dichiarazione della Presidente della Camera Laura Boldrini -. La strage della Thyssen non deve andare in archivio, nemmeno ora che la giustizia ha fatto il suo corso. Perché vicende tragiche continuano a ripetersi troppo spesso nel nostro Paese, ogni volta che un uomo o una donna devono pagare con la vita, in una fabbrica o in cantiere, il mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza.

Ospitare alla Camera la rappresentazione “Thyssen. Opera sonora”, tratta dal reportage di Ezio Mauro sta a dire che le istituzioni non chiudono gli occhi sulla piaga degli incidenti sul lavoro”.

“Se a Torino chiedi degli operai della Thyssen, ti indicano il cimitero”. Così iniziava il reportage di Ezio Mauro sulla storia dei sette operai morti avvolti dalle fiamme: Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino.

Quel testo è diventato un lungo racconto teatrale, appassionato pur nella necessità di non tradire l’oggettività della cronaca, dove le memorie di un superstite dello stabilimento, Giovanni Pignalosa, si intrecciano al racconto di una città, Torino, motore dello sviluppo industriale italiano, dove, come nel resto del Paese, gli operai sono diventati invisibili.

A curarne la regia teatrale è Pietro Babina (autore tra i più interessanti della scena teatrale contemporanea). In scena, lo stesso Ezio Mauro, nei panni di se stesso, voce narrante e giornalistica, in una messa in scena che affida le voci delle testimonianze ad Umberto Orsini e Alba Rohrwacher.

La loro interpretazione registrata sarà parte della partitura musicale ideata dallo stesso Babina insieme al compositore e musicista Alberto Fiori, dove le loro voci si uniscono ai suoni della città e alle note della musica.

Note di regia

L’idea di base è quella di lavorare su un piano fortemente evocativo piuttosto che descrittivo, didascalico o documentario – scrive il regista Babina -. Credo che un racconto come questo sia potente per le immagini che è in grado di evocare senza riprodurle, cercando appunto che esse si creino all’interno dello spettatore, dandogli la possibilità di vivere in modo più personale gli eventi raccontati. A tale fine abbiamo lavorato in assenza d’immagini a favore di un forte impianto sonoro. I suoni e le voci hanno il potere di creare immagini all’interno di noi stessi, attinte dall’immaginario di ognuno e per questo molto più potenti.