giovedì 13 settembre 2018

Gabrio Gentilini intervista: "La nostra Bisbetica Domata è teatro nel teatro"


Dopo tre anni di assenza dal palco e una fiction televisiva, Gabrio Gentilini torna in teatro e lo fa in una prestigiosa location, il Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese a Roma (dal 31 agosto al 16 settembre), sotto la direzione artistica di Gigi Proietti.

E, sorpresa, lo fa con la prosa, La Bisbetica Domata!

Ve ne avevo parlato in questo articolo.

Ora vi propongo una bella intervista a Gabrio, corredata da tre foto di scena inedite, con i tre personaggi interpretati da Gentilini, il comandante, il servitore Curzio e l’anziano Vincenzo (crediti ph. Marco Borrelli).

Prossima pagina.
1. Gabrio, che grande soddisfazione! Come mai hai deciso di riprendere e come sei arrivato alla prosa?


In realtà non ho mai deciso di smettere con il teatro ma di cambiare momentaneamente direzione cercando di concentrarmi più sulla recitazione. Approdare alla realtà del Globe Theatre è stato possibile grazie alla regista Loredana Scaramella che incontrai un anno fa ad una sua masterclass. Si è ricordata di me per questo allestimento ed ha deciso di integrarmi al resto del cast, ed è per me un grandissimo onore.

2. Che genere di Bisbetica portate in scena?

Questo allestimento è riadattato alla fine degli anni ’30 del 900 per cui abbiamo la figura maschile di Petruccio ricalcata da un gerarca fascista che decide di sedurre la soubrette della compagnia di avanspettacolo che interpreterà la Bisbetica Domata. Le atmosfere sono quelle dell’avanspettacolo. La Scaramella ha deciso di riportare in scena il testo originale di Shakespeare che ripropone il gioco del teatro nel teatro. La storia della Bisbetica Domata viene messa in scena infatti per intrattenere l’ubriacone Volpe, che viene beffato e indotto a credere di essere un ricco signore.

3. Leggo che interpreti ben tre personaggi! Quali? Quale la difficoltà di passare da uno all’altro?


Il primo è un comandante fascista che aiuterà il caposettore, che in seguito interpreterà Petruccio, ad inscenare uno scherzo all’ubriacone Volpe che assisterà poi alla rappresentazione della Bisbetica Domata. Un altro personaggio è Curzio, servo oscuro e ambiguo che si occupa di mantenere in ordine la casa di Petruccio e prepararla all’arrivo della Bisbetica, che verrà domata in quel luogo. E’ un personaggio che come stile ricorda Frankenstein Junior, Cabaret e Rocky Horror Picture Show. L’ultimo personaggio è invece Vincenzo, padre anziano del giovane Lucenzio. Il suo ingresso in scena porterà allo svelarsi di tutti i vari intrighi che si sono svolti durante la commedia, fino alla conclusione. La prima difficoltà che mi viene in mente è molto pratica: i cambi di trucco tra un personaggio e l’altro, specie tra Curzio e Vincenzo. Poi i movimenti e l’impostazione vocale che danno un carattere specifico a ciascun personaggio e devono evidenziarne con precisione età, genere e personalità.

4. Il tuo essere danzatore ti rende un attore molto fisico: ti aiuta nella prosa?

Decisamente sì. In questo caso soprattutto, perché per Curzio e Vincenzo sono partito dalla postura e dalle dinamiche di movimento nella costruzione dei personaggi.

5. Le differenze della recitazione in questo spettacolo e nei musical che hai interpretato….

I musical che ho interpretato avevano uno script molto più contemporaneo, più vicino ovviamente al mio modo di parlare nella vita quotidiana. Shakespeare è molto più narrativo e poetico per cui restituire al pubblico il senso di ciò che si enuncia è più complicato e richiede un lavoro più attento.

6. Chi è con te in scena in questo spettacolo?

I protagonisti sono Carlotta Proietti nel ruolo della Bisbetica e Mauro Santopietro in quello di Petruccio, mentre i protagonisti giovani Bianca e Lucenzio sono rispettivamente Sara Putignano e Giulio Cavallini. Insieme a loro un cast di fantastici attori tra cui Federigo Ceci (Volpe), Gianni Ferreri (Gremio), Lorenzo Grilli (Biondello), Donato Altomare (tenente, Nicola), Diego Facciotti (Ortensio), Paolo Giangrasso (Tranio), Roberto Mantovani (Battista), Ivan Olivieri (pedante, amministratore di compagnia), Loredana Piedimonte (vedova, sarta), Antonio Sapio (Filippo), Federico Tolardo (Grumio). E il quartetto William Kemp per le musiche, eseguite dal vivo.

7. Quali sono stati i consigli del regista per affrontare questo testo?

Principalmente di restituire sempre il senso della storia al pubblico, prima di perdersi nella poesia della prosa shakesperiana, che deve sì arrivare, ma non a discapito del senso di ciò che accade.

8. La Bisbetica Domata è più che mai attuale. Come sta reagendo il pubblico?

Con grande entusiasmo, è molto partecipe, si diverte. E’ bellissimo vedere questo teatro così suggestivo pieno di gente ogni sera.

9. In questi anni in cui non hai calcato le scene, cosa hai pensato di fare? Continuare, studiare o affrontare altri lavori ruoli nello spettacolo? La fiction, che tra l’altro hai già interpretato, potrebbe essere una strada?


Quello che mi interessa ora è riuscire ad approdare ad un tipo di recitazione che esprime la propria creatività attraverso lo stare e il vivere nel momento, senza premeditare troppo la modalità in cui andrai a dire o fare qualcosa in scena. In questi anni ho continuato a studiare, mi sono formato in America all’Acting Studio con questo metodo, il Meisner, che mi ha “risvegliato” come attore e come uomo e che continuo ad approfondire. Sicuramente il lavoro con la camera, che sia fiction o cinema, è qualcosa che voglio riuscire ad esplorare di più e che facilita questo stile di recitazione.

10. Quali le difficoltà che un attore deve affrontare oggi?

Per quanto mi riguarda il riuscire a farsi conoscere agli addetti ai lavori che contano. Rispetto al musical, dove chiunque in generale può presentarsi a un’audizione grazie ai bandi pubblici che vengono esposti, nel teatro di prosa e in particolare nella tv e nel cinema è indispensabile farsi rappresentare da qualcuno, un agente e farsi conoscere dai casting directors che gestiscono i casting per le varie produzioni.