lunedì 16 giugno 2014

OSCAR Gianluca Guidi: in anteprima nazionale il 27 e 29 luglio a Borgio Verezzi


Ve lo avevo presentato tempo fa in assoluta anteprima.

Ufficialmente presentato in Conferenza Stampa il XLVIII Festival Teatrale di Borgio Verezzi, il 27 luglio Oscar debutterà in anteprima nazionale; si replica anche il 28.

Uno spettacolo atteso ed originale, un Oscar Wilde come non è mai stato rappresentato prima.

Le note del regista: “ Raccontare la figura di Oscar Wilde in uno spettacolo insolito e originale. Da un’idea di Gianluca Guidi che dà voce a Wilde e di Massimo Popolizio che cura la messa in scena, nasce un curioso spettacolo musicale su materiali raccolti da Masolino D’Amico.

L’uomo Wilde e la sua ricchissima produzione letteraria vengono costruiti e montati secondo un disegno emotivo e immaginifico. Il signore degli aforismi, lo scrittore delle favole raffinate, dei testi teatrali più rappresentativi della società inglese di fine ottocento, si racconta in prima persona attraverso una partitura musicale composta dal Maestro Germano Mazzocchetti.

I testi meno noti, dalle esperienze che Oscar Wilde fece in America e che racconta in un esilarante reportage letterario, alle lettere private passando per lo scandalo del processo che lo scrittore dovette subire e che lo condannò ad una umiliante e dolorosa reclusione nel carcere di Reading, si alternano a canzoni composte su testi di famosi poeti dell’epoca originalmente musicate per questo spettacolo che potremmo definire una vera e propria operina.

Le pareti di questa scatola magica, costruita da Luigi Sacco, in cui Oscar si muove, prendono vita in modo sorprendente grazie alle immagini e alle elaborazioni video di Marco Schiavoni. I sogni dell’autore inglese, il suo mondo, i ricordi si animano in immagini suggestive tra le quali il nostro protagonista rivive i momenti più significativi della sua straordinaria esistenza.

Un omaggio ad uno degli autori più amati e discussi della letteratura inglese, un ritratto umano che vuole raccontare, con quello che Calvino chiamava “leggerezza”, gli aspetti più contraddittori di Oscar Wilde, dalla sua smaccata causticità al disarmato svelamento delle sue fragilità meno note.”