Quotidiano online. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 249 del 21/11/2019
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martedì 17 maggio 2022
TUTTO IL MONDO E' UN PALCOSCENICO con Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo al Manzoni di Milano
“Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate e nella vita ognuno recita molte parti”.
Così William Shakespeare in “Come vi piace”, quasi a sottolineare che la vita di ognuno di noi sia una sequenza di scene e controscene. Il teatro allora diventa il luogo ideale per parlare delle debolezze, ma anche e soprattutto delle straordinarie qualità del genere umano.
Lo scopo è di raccontare la vita del drammaturgo inglese che ha regalato all’umanità l’immaginazione. Perché ebbe tanto successo ai suoi tempi? E perché ancora oggi è così attuale?
venerdì 4 ottobre 2019
Il Cotto e il Crudo, il teatro Manzoni di Milano in piedi ad applaudire la Puglia: intervista ad Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo
La prima alzata di sipario del Teatro Manzoni di Milano credo possa essere ricordata come un evento storico.
Resterà nella storia la platea (ma anche gli ammezzati e gli altoatesini, secondo la pianta della sala) in piedi a cantare ed applaudire la Puglia, proprio nel cuore del capoluogo lombardo.
Un piacere per me essere presente e vedere come la scommessa, un po’ folle, del Direttore Alessandro Arnone, sia stata vinta a piene mani, grazie al potere comico, evocativo, a tratti poetico ed a tratti esilarante, del duo storico Toti e Tata, al secolo Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo, ne Il Cotto e il Crudo.
Il pubblico del Manzoni è abituato da diverso tempo a vedere Solfrizzi nella prosa (detto alla pugliese, con la o chiusa)?
Ebbene. Quest’anno, Emilio ha aperto la stagione con il Cabaret, in una formazione che i nostalgici hanno rivisto con piacere ed i neofiti hanno scoperto con stupore.
Perché se è vero che i grandi comici sono in primis grandi attori drammatici, con Stornaiolo e Solfrizzi ne abbiamo avuto la riprova.
giovedì 18 ottobre 2018
A testa in giù, con Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni: videointervista e curtain call
L'envers de decor, alias l'altro lato della medaglia, o il dietro le quinte, è il titolo originale di A testa in giù, con Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni, un testo scritto da Florian Zeller, che ha avuto un grandissimo successo in Francia.
Emilio Solfrizzi lo ha visto, se ne è innamorato e lo ha portato in Italia, scegliendo come compagni di viaggio Paola Minaccioni, con la sua grande verve, e Gioele Dix alla regia, che con la sua chiarezza e pulizia, ha potuto rendere al meglio una pièce che già sulla carta è una macchina perfetta.
Lo spettacolo, in scena al Teatro Manzoni di Milano, è quindi un sussegguirsi di gag comiche, ma con uno spessore psicologico e di contenuto, in mano a due attori che non cedono mai di ritmo.
Il grosso del lavoro è portato avanti dall'istrionico Emilio Solfrizzi, non nuovo a questo tipo di comicità, che come sempre riesce a sostenere e a fare suo il personaggio di Daniel, con una simpatia, che diventa a tratti tenerezza, tali da farsi perdonare i pensieri "molesti" del tipico "maschio" di mezza età.
Una prova attoriale ottimamente vinta, che accomuna anche la protagonista femminile, la donna che tutte le ragazze dovrebbero diventare, forte, sicura, ma con delle fragilità che fanno parte del suo fascino.
Accanto a loro, degli artisti di razza, come Viviana Altieri e Bruno Armando, in una scenografia da loft post industriale, curata nei dettagli e ben sfruttata registicamente.
La classica commedia alla francese, dove si ride ma si pensa anche.
Lo spettacolo è in scena fino al 28 ottobre e nella prossima pagina troverete la mia videointervista ai protagonisti, con anche il curtain call.
Buona visione!
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