domenica 11 gennaio 2015

Trasteverini: ecco il cast


Vi ricordate che, pochi giorni fa, ho intervistato per voi Enrico D'Amore, per la ripresa di TRASTEVERINI (di Andrea Perrozzi, Gianfranco Vergoni e Veruska Armonioso, regia di Fabrizio Angelini.), in scena dal 13 al 25 gennaio al TEATRO 7 DI ROMA (con Andrea Perrozzi, Alessandro Salvatori ed Enrico D'Amore)?

Enrico non ci aveva svelato il cast. Ora ve lo posso dire. Lo trovate nella prossima pagina, con tutte le info.

“Trasteverini”: la commedia musicale, che celebra l’anima stessa di Roma, torna al Teatro Sette a partire dal 13 gennaio.

Una Città concreta, che lavora, fatica, soffre, si arrabatta per andare avanti, ma che al contempo sogna, crede nell’amicizia e nel futuro, ama la musica, e, come nella migliore tradizione capitolina, mantiene una goliardia ed una leggerezza nei confronti della vita che gli permette di giocare e scherzare su qualunque cosa: questa è Roma e di questo parla (e canta) “Trasteverini”, in scena dal 13 al 25 gennaio al Teatro Sette (via Benevento, 23).

Lo spettacolo nasce dal soggetto della scrittrice Veruska Armonioso, che incontra le musiche di Andrea Perrozzi, i testi di Gianfranco Vergoni e la regia di Fabrizio Angelini. Questi quattro nomi – garanzia di eccellenza e di successo nel teatro musicale italiano – definiscono i confini artistici su cui è stata costruita un’idea di commedia “quotidianamente” brillante.

I personaggi – interpretati da nove attori-cantanti in scena (Andrea Perrozzi, Enrico D’Amore, Elisabetta Tulli, Irene Cedroni, Alessandro Salvatori, Francesca Cinanni, Roberta Marini, Valentina Naselli, Tiziana Caputo) provenienti da importanti esperienze professionali nel settore del teatro, musicale e non solo - sono persone comuni, vere, reali: Dario canta nei ristoranti, o sui marciapiedi, insieme a Enrico, carrozziere indebitato fino al collo. Adriana manda avanti il ristorante di famiglia. Gabriella ha passato torbido. Nina, subisce il fascino di Mirko, un affarista senza scrupoli. Iva e Sara, dalla vista lunga e dalla parlata sciolta. Poi c’è Centovoci, un vero e proprio cantastorie che dà corpo a una galleria di personaggi quasi infinita.

Il destino si divertirà con loro, il metterà in scena e li provocherà complicandone le esistenze e ingarbugliandone i fili in una matassa apparentemente inestricabile.

Le canzoni prendono il pubblico per mano, accompagnandolo verso l’eredità melodica della tradizione musicale romana, proiettata in un futuro ricco di contaminazioni pop, tra risate e commozione.