venerdì 1 dicembre 2017

CINDERELLA il MUSICAL: ecco il cast


"Dopo il successo dello scorso anno, con oltre 3.000 spettatori in 7 repliche, Cinderella il Musical approda quest’anno sul palconoscenico del Teatro Nuovo di Milano.

 Lo spettacolo sarà in scena dal 16 al 27 dicembre per un totale di 7 repliche, tra matinèe, pomeridiani e serali.

Distribuito su licenza Rodgers & Hammerstein Theatrical Europe Ltd, libretto e liriche italiane di Giuseppe Galizia, regia e coreografie di Giuseppe Galizia (performer tra gli altri in Billy Elliott, Grease, La Febbre del Sabato Sera, Hello Dolly, A Chorus Line, 7 spose per 7 fratelli, We will rock you, Flashdance, Priscilla), vocal coach Floriana Monici (protagonista di Edda Ciano, tra cuore e cuore e performer tra gli altri in Footloose, Grease, Hello Dolly, A Chorus Line, Tutti insieme appassionatamente.

Prodotto da Vera Affaba e Elisabetta Ferri, su licenza Rodgers & Hammerstein’s Theatrical Europe, lo spettacolo vede in scena più di 20 performer tra cui alcuni volti già noti nel panorama del musical nazionale.

Il cast, nella prossima pagina!



NOTE DI REGIA
“Cenerentola è la fiaba delle fiabe: non c’è bambina o bambino che non conosca la storia della piccola Cenerella che passa il suo tempo tra il camino, la cenere e gli animali del bosco. E’ una fiaba con pochi personaggi e pochi luoghi ma con il filo portante di una donna del più umile livello sociale, una serva, che diventa una Principessa. In poche parole la realizzazione di un sogno non solo dei più piccoli, affascinati da incantesimi e magie, ma di ogni individuo che aspetta l’occasione che lo farà svoltare a miglior vita. La fiaba di Cenerentola è quindi una specie di messaggio in bottiglia destinato a galleggiare ed essere indistruttibile sugli oceani tempestosi dell’evoluzione per poter approdare di volta in volta su spiagge preparate ed adatte a riceverlo ed ospitarlo. Basta pensare alla nuova era della tv che ci propone programmi-reality dove in palio c’è il coronamento del sogno della propria vita: diventare un cantante di successo, uno chef pluristellato o un originale creatore di moda. Il sogno degli altri diventa così l’occasione di sperare ancora in una propria possibilità di riuscita anche seduti davanti a un televisore, ma con il cassetto pieno di desideri e progetti da realizzare.


Ho visto Cinderella nell’agosto del 2013 a New York: lo spettacolo era in scena al ‘The Broadway Theatre’ a Manhattan da circa 5 mesi e per i primi 3 mesi avevo letto su Internet che era impossibile trovare un biglietto per entrare a teatro. Mi trovavo a New York per il mio consueto aggiornamento come performer ed ero alla ricerca di biglietti scontati per i musical di successo che riempivano i teatri nei pressi della 42esima strada. Il mio obiettivo era ‘conquistare’ uno dei biglietti per gli spettacoli di grido di quell’estate: “Spiderman”, “Wicked”, “The Book of Mormon”. Ero davanti a uno degli sportelli del TKTS (il box office in Time Square dei biglietti ‘last minute’) con le mie banconote pronte ad acquistare uno degli biglietti degli spettacoli sopra citati.

Putroppo, quando toccò a me, gli unici biglietti scontati erano quelli per il musical “Cinderella” con le musiche di Richard Rogers e le liriche di Oscar Hammerstein. Deluso, comprai quel biglietto non tanto per vedere la storia di una ragazza di nome Cenerella, ma per sfuggire al caldo torrido delle strade di New York del mese di agosto. Una volta seduto nel mio posto scontato al 50% ero pronto a vedere la storia più scontata del mondo, sapevo che non mi sarebbe piaciuto più di tanto, ma godevo dell’aria condizionata del teatro che mi sembrava il giusto premio per la fila che avevo dovuto fare per quel posto.attendere per conquistarmi quel biglietto. Si aprì il sipario e tutto quello che accadde dopo erano una serie di emozioni a cascata. Non mi accorsi neppure dell’intervallo. Rimasi inchiodato al mio posto alla fine del primo tempo guardando Cenerentola che sfrecciava via con la sua zucca trasformata in carrozza dalla Fata Madrina. Ero salito anch’io su quella carrozza e non volevo più scendere. A fine spettacolo l’emozione era tanta, le luci, i colori, le musiche mi avevano così tanto riempito il cuore che raggiunsi la hall teatro per comprare qualsiasi tipo di merchandising, il cd e gli spartiti.


Quando penso a quella sera, ora che ho l’onore di dirigere questa versione italiana, mi rendo conto che da un ‘errore’ spesso nasce un’occasione, dal non aspettarsi nulla arriva una grande ricompensa. Mi vien da dire nulla avviene per caso e, parafrasando una battuta di Fata madrina, “… niente è impossibile se il desiderio che nutriamo dentro di noi è veramente grande”.
Giuseppe Galizia Regista una produzione

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