Quotidiano online. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 249 del 21/11/2019

martedì 25 gennaio 2022

PUBBLIREDAZIONALE: Speciale La Divina Commedia Opera Musical, intervista a Noemi Smorra


Quarta intervista al cast di Divina Commedia Opera Musical.

I nostri pubbliredazionali contiuiano oggi, dopo il regista e Virgilio Andrea Ortis e Mariacarmen Iafigliola (Pia dei Tolomei, La donna), Myriam Somma (Beatrice), oggi è volta di Noemi Smorra.

Noemi è un po’ la memoria storica di questo cast: nel 2008 è stata Pia Dei Tolomei nel musical “La Divina Commedia Opera” ed ora torna come Francesca / Matelda

Per tutte le info sulle date e sullo spettacolo, cliccate qui.

Prossima pagina.



Noemi, cosa vuol dire rientrate nello stesso spettacolo a distanza di così tanti anni?


Significa avere nuovamente la preziosa opportunità di riprendere in mano una materia che ho amato molto per darle una forma nuova. Ciò avviene in modo completamente diverso proprio perché si tratta, in effetti, di un altro spettacolo.

Come sei cresciuta e quali esperienze ti porti dietro?

Sono passati tanti anni, dal 2008 ad oggi ho avuto modo di affrontare molte sfide, ci sono stati e testi e ruoli culturalmente importanti soprattutto qui in Italia, incontri artistici e umani che mi hanno fatto crescere molto come donna e come interprete. Tutta questa vita ovviamente mi rende oggi una donna più matura e pronta ad una rilettura ancora più approfondita del testo.

Come sei rientrata nel cast? Ti hanno richiamata?

Ci sono state circostanze fortunate di tempi che si sono incastrati. L’allestimento di Andrea Ortis mi aveva entusiasmato, a cominciare dal fatto che trovare la spinta interiore per rimettere in piedi un progetto così complesso, fosse di per sè un fatto estremamente importante.

Mi sono messa alla prova con questi due ruoli nuovi ed è cominciato tutto.

In che modo gli altri artisti ti hanno accolto?

È stata una delle accoglienze più calorose che abbia mai ricevuto, e non lo dico tanto per dire. All'inizio del 2020, durante il periodo dell’allestimento, ho vissuto un’esperienza personale molto dolorosa. Tutti, cast artistico, tecnico e produzione, mi hanno supportato nei fatti. È stato un grande regalo per me.

Quanto è come è cambiato lo spettacolo?

Come dicevo prima, ci troviamo di fronte ad un altro spettacolo. Da un punto di vista visivo e di sensazione che emana la parola dantesca in relazione alla musica, si ha l’idea che la materia sia stata analizzata e trattata con una profondità nuova. Ogni sera si aprono per noi tutti, danzatori, attori e tecnici, altri sentieri di indagine; i personaggi cambiano, crescono, stanno in equilibrio con maggiore sicurezza, ed è bello esserci proprio perché non si arriva mai ad essere sazi, la ricerca continua ogni sera.

Questa volta sei Francesca e Matelda: differenze tra Pia e questi nuovi personaggi?

Differenze notevoli si riscontrano ovviamente fra i tre personaggi sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalla narrazione di storie profondamente diverse fra loro, fino ad arrivare alla varietà del discorso musicale che le reinterpreta. Francesca e Pia, le troviamo entrambe leggendo rispettivamente il V canto di Inferno e Purgatorio, hanno in comune di essere state entrambe vittime di femminicidio. La loro natura però è profondamente diversa. Francesca non perdona il suo uccisore, non possiede questa libertà di scelta, Pia invece sembra avviarsi a perdonare completamente. Sono quasi il ribaltamento l’una dell’altra.

Per Matelda è diverso, non è una donna del tempo di Dante, la incontriamo nel Paradiso Terrestre (canto XXVIII) sembra essere la personificazione della felicità, in lei tutto è armonia e luce, lei rappresenta la condizione umana prima del peccato originale. È molto difficile aderire completamente ad un personaggio di questa natura. 



 

Come te li senti addosso?

Non è stato facile l’approccio con il personaggio di Francesca, inizialmente nutrivo una sorta di timore inconscio per il fatto che lei fosse un’icona femminile scolpita nella memoria di tutti e raffigurata da innumerevoli artisti in opere pittoriche e letterarie, era come se non riuscissi a deviare un sentiero già tracciato. Poi ho iniziato ad andare oltre. Il lavoro fatto con Andrea mi ha aiutato molto. Sono riuscita a domare la sua indole, ad ascoltare con la mia sensibilità le sue parole. Credo che questo tour 2021-2022 mi stia permettendo di darle la forma scenica che desideravo in partenza, ora mi sento molto più libera e in ascolto verso gli altri personaggi.

Per Matelda all’inizio invece la problematica coinvolgeva molto la parte vocale del brano che si sviluppa tutta nella zona del passaggio di registro, diciamo che lavorando sul canto ho trovato anche delle strade interpretative che mi convincevano sotto tutti gli altri punti di vista.

Ad ogni modo, ogni sera scopro qualcosa di diverso. Il bello del nostro lavoro è che non si esaurisce mai.

Il pubblico che segue Divina è diverso rispetto allora?

Il pubblico è sempre diverso. Nel corso della stessa tournée le reazioni che si percepiscono dal palco in certi momenti sembrano essere completamente diverse. Questo allestimento sicuramente ha portato a teatro tutte le fasce di età. È un grande merito della produzione.

Lo spettacolo si è fatto conoscere ed amare, questo era un po’ il mio sogno fin dall’inizio. Tutti gli sforzi produttivi ed umani meritavano di raggiungere un risultato del genere.

Qual è il segreto della longevità di questo spettacolo, secondo te?


La materia dantesca, il testo! La Divina Commedia sembra non esaurire mai il suo discorso, il suo parlare alle persone. Nascono continuamente riflessioni e ci si permette anche la commozione in alcuni passaggi. Il testo parla ancora a tante donne e tanti uomini. Le musiche di Marco Frisina sono entrate nel cuore della gente e continuano a farlo. Il libretto di Gianmario Pagano ed Andrea Ortis è la chiave definitiva per una tridimensionalità credibile.

Da parte del cast artistico e creativo c’è sempre stato grande rispetto nel tradurre scenicamente l’intero viaggio. 


LINK UTILI

PUBBLIREDAZIONALI CON INTERVISTE 

ANDREA ORTIS

Mariacarmen Iafigliola  

Myriam Somma

 

Nessun commento:

Posta un commento

Che cosa ne pensi?