giovedì 30 aprile 2015

La felicità è senza veli sulla lingua: serata benefica a Limbiate


Il prossimo 8 maggio andrà in scena, sul palco del Teatro di Limbiate (Monza Brianza) la seconda edizione de LA FELICITA’ E’ SENZA VELI SULLA LINGUA, evento di raccolta fondi per sostenere la ristrutturazione della Casa Rifugio di prima accoglienza e i 6 sportelli di assistenza gratuita in tutta Italia.

Testimonial di quella serata – oltre a don Mazzi e don Rigoldi- anche Massimo Di Cataldo, Marco Baldini, Jo Squillo, Francesto Testi , Pino Campagna, Marcos Vinicius e molti altri artisti che contribuiranno a portare un sorriso, anche ai molti ragazzi diversamente abili che saranno fra il pubblico.

Senza veli sulla lingua è un'associazione no profit internazionale (sede in italia ma corrispondenti in tutto il mondo) che supera  le barriere discriminatorie non soltanto al livello sessuale ma, soprattutto, religioso, nel rispetto-confronto fra Oriente e Occidente.


"Un teatro che si preannuncia gremito (con posti in esaurimento) e che, per il secondo anno consecutivo, fa da cornice a uno spettacolo la cui eco non si arresta dallo scorso maggio.

Una serata che si prepara, fra comicità, musica, danza, a festeggiare la mamma, anzi… le mamme di ogni nazionalità, ceto sociale, appartenenza religiosa.

Perché poi è proprio quest’ ultima la peculiarità più originale di Senza Veli Sulla Lingua, la no-profit che combatte abusi, violenze, discriminazioni di genere.

E allora, a grande richiesta, i beniamini de pubblico tornano sul palco del Teatro di Limbiate, e lo fanno come sempre a scopo benefico.
Attesissimo Pino Campagna e le sue esilaranti “connessioni”, così come Leonardo Fiaschi di Colorado e Leone Di Lernia e Paolino. Per non parlare della giovane interprete Simonetta Spiri (da Amici) e degli evergreen di Massimo Di Cataldo (che potrebbe riservarci un inedito). Non mancheranno anche quest’anno i suoni alati di Marcos Vinicius alla chitarra che saranno coreografati dalle acrobazie de Le Ginnastiche di Lentate . Di nuovo in teatro il fascino talentuoso di Francesco Testi.

E ancora don Mazzi, don Rigoldi e la irresistibile simpatia di don Bruno che darà come sempre una scossa “spirituale” in musica alla platea sua concittadina.

A condurre la serata la acclarata professionalità di Marco Baldini e Jo Squillo (in veste di presentatrice e cantante), entrambi reduci da radio e tv.

Ma…il programma riserverà molte sorprese ed emozioni inaspettate.

Fra i tanti ospiti, Franco Arcoraci e Giusy Venuti (rappresentanti de La Fucina del Sud, polo in Sicilia di Senza Veli Sulla Lingua), Mario Furlan dei City Angels, il dir. generale ASL Milano 1 dott. Giorgio Scivoletto e direttore ASL Monza Brianza dott.Stocco, l'Assessore Maria Carmela Rozza, l'avv.Massimo D’onofrio, la Counsellor Annalisa Cantù e molti altri Sindaci , Assessori e rappresentanti istituzionali.
E’ stata l’ass. Vivilimbiate che, in questo 2015, ha affidato a Senza Veli Sulla Lingua l’organizzazione e la regia della serata che si prepara a mantenere le premesse della passata edizione e le promesse di inattesi e straordinari special guest, fra i quali la indimenticata Wilma De Angelis.

Non dimenticando lo scopo benefico della raccolta fondi in favore dei propri progetti: la ristrutturazione della Casa Rifugio e il mantenimento dei sei sportelli attivi in tutta Italia che, quotidianamente, assistono in modo del tutto gratuito (sotto il profilo legale, psicologico, fiscale) , vittime (donne ma non solo) di violenze, abusi, discriminazioni di ogni genere.

Ecco perché partecipare a una serata come questa dà e fa ricevere gioia.

Ecco perché, anche il prossimo 8 maggio, la FELICITA’ è (e sarà ancora una volta) Senza Veli Sulla Lingua. L’ appuntamento è per le ore 20.30.

tel www.senzavelisullalingua.com – FB- Twitter

eventi@senzavelisullalingua.com -  tel  339 4850540

LA STORIA

L’affinità elettiva esiste, eccome! E, a quanto pare, è contagiosa.
Può accadere di essere diversi e riconoscersi? Di parlare lingue differenti, professare culti in totale antitesi, crescere in ambienti lontani e…capirsi in nome di un linguaggio unico, che non è la parola, non è l’etnia, non è la religione?

Evidentemente la risposta è sì, a tutti questi interrogativi.
Ed è quanto successo fra Ebla Ahmed e Anita Madaluni, anglo-italo-yemenita l’una, italiana ma cosmopolita l’altra.

L’idea in embrione (concepita della fervida mente di Ebla) viene conservata, per quasi due anni, in gestazione. E resta, per lungo tempo, in sala travaglio.
L’incontro con Anita è di quelli incandescenti, sintonizzato sin dai primi scambi. Sarà lei a dare il nome al nascituro.

Ci siamo: contrazioni finali, ultime spinte e…la creatura vede, finalmente, la luce.
Fin da subito, tra le due “genitrici”, una affinità elettiva rivolta alla apertura, al rispetto della libertà, alla condanna incondizionata del Femminicidio e di qualunque altra forma di discriminazione: sessuale, culturale, etnica. Con in mente una idea ben chiara: la Religione, di qualunque natura e provenienza essa sia, non può tollerare atti di violenza e odio di alcun tipo. Non può essere pretesto per compiere crimini, , sessisti e/o di estremismo.

Al loro fianco un uomo, coraggioso e leale, l’imprenditore Alessio Sacco, da sempre a volto scoperto sulle questioni legate ai diritti, delle donne in particolare ma anche degli omosessuali e di altre categorie emarginate.
Insieme combattono perché chiunque abbia, sacrosanto, il diritto a professare un Credo, a fare comunicazione mediatica, a svolgere una professione, nel totale rispetto delle differenze e in totale assenza –appunto- di Veli Sulla Lingua.
Perché la violenza, il razzismo, la follia, parlano tutte le lingue del mondo e, al tempo stesso –appunto-

un unico linguaggio, quello dell’odio: profondo, radicato, apparentemente irreversibile, per il diverso.

La loro è una battaglia senza armi ; ma –questo sì- vuol parlar chiaro: denunciando, difendendo,

costruendo. Lavorando, di concerto, con Amministrazioni, Enti, Istituzioni, Fondazioni e Onlus. Ambasciate, Governi, Monarchie.

Aderendo a Campagne Sociali, aprendo sportelli d’ascolto e assistenza, Case Rifugio di Prima Accoglienza. Stando sempre in prima linea

E questa neonata, oramai, non solo è fuori dalla sala parto; ma, scesa dalla culla, sta già iniziando a camminare con le proprie gambe. Anzi…a volare con le proprie ali…


LA COPPIA DI “SENZA VELI SULLA LINGUA”.

LA PRESIDENTE

Ebla Ahmed, tripla nazionalità (anglo-italo-yemenita), già corrispondente per Yalla Italia e Frontiere News, autrice del controverso e-boock “L’amore ai tempi di Bin Laden”- ed.Lite Edition, avvocato con laurea a Londra, figlia di madre toscana e padre di illustre stirpe yemenita. Esponente affascinante e preparata di una cultura islamica molto lontana dai pregiudizi popolari, è stata al centro di incandescenti polemiche per aver parlato apertamente, e per la prima volta, di aspetti quasi sempre ignorati riguardo la figura femminile nella cultura araba, attingendo alla sua personale esperienza e alle millenarie, rispettose e spesso dimenticate radici di un Paese che, prima di finire fra le mani del terrorismo fondamentalista, era fra i più straordinari al mondo.

LA VICEPRESIDENTE

Anita Madaluni, speaker radiotelevisiva, add. Stampa e pr internazionale (segue, tra gli altri, Nino Benvenuti, La Tognazza) creativo pubblicitario, collaboratrice di molte testate nazionali ed estere, organizzatrice di eventi. Recentemente, l’evento Modugno al Parco della Musica di Roma, con una serata interamente dedicata all’indimenticato Mimmo (in occasione della fiction sulla sua vita ) con un vero parterre di eccezione , fra cui Franco Migliacci e la vedova Modugno.

Anita sta aprendo, ad alcune importanti aziende italiane, il mercato dell’esportazione in molti Paesi del mondo, fra cui il Medio Oriente.

Collabora con la FAO, la Fondazione Levi Montalcini, e quasi tutte le Istituzioni e le Ambasciate.
Ha da poco ricevuto un riconoscimento per il suo impegno a favore del Premio Internazionale IL DONO DELL* UMANITA*, a Milano, durante il quale ha premiato –attraverso don Luigi Bandera- il cardinale Dionigi Tettamanzi.