lunedì 30 gennaio 2017

Green Day’s American Idiot: intervista al regista, Marco Iacomelli



Ha debuttato, al Teatro della Luna di Assago, Green Day’s American Idiot”, il musical scritto da Billie Joe Armstrong, con le musiche dei Green Day.

Dopo Broadway e Londra, “Green Day’s American Idiot” arriva anche in Italia con la regia di Marco Iacomelli, recitato in italiano, con band dal vivo e canzoni nella versione originale; si tratta di una co-produzione STM – Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency, con il sostegno di Fondazione CRT, che si inserisce nel rivoluzionario filone italiano del teatro musicale contemporaneo accanto a “Next To Normal".

Per l'occasione ho intervistato per voi Marco Iacomelli, che ci racconta qualcosa di più sullo spettacolo.




Marco, mi ricordo ancora la tua emozione quando ci annunciasti il casting: ora America Idiot è realtà. Come è andata la prima?

Il debutto è stato emozionante: il pubblico della prima nazionale al Teatro Coccia di Novara ci ha accolto con un sold out e una standing ovation. È stato un grande regalo per il cast, la band e tutti i nostri collaboratori che hanno lavorato un intero anno per realizzare il progetto. Il nostro debutto milanese al Teatro della Luna è stato elettrizzante: volevamo emozionare il pubblico travolgendolo con la storia di questi tre ragazzi alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Dopo Next To Normal, un altro titolo importante e fuori dagli schemi: come mai proprio questo?

Next to Normal è stato il primo passo della rivoluzione che vogliamo portare nel teatro musicale italiano. D’altra parte è per questo che abbiamo fondato la STM - Scuola del Teatro Musicale. Questa volta siamo accompagnati da due partner straordinari, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency, che hanno accettato di confrontarsi con un testo dalla genesi molto particolare: American Idiot nasce come concept album e viene poi trasformato in una drammaturgia strutturata. La sfida era molto difficile ma avvincente soprattutto perché lo spettacolo è tutto fuor che “musical” come siamo stati abituati a intendere noi italiani. Negli Stati Uniti invece l’idea di teatro musicale è molto più ampia e abbraccia filoni straordinariamente emozionanti e inspiegabilmente sconosciuti nel nostro paese. La nostra missione è proprio puntare sul repertorio contemporaneo di qualità.



Recitato in italiano, con band dal vivo e canzoni nella versione originale: un cast di esordienti o quasi. Come avete scelto il cast e quali peculiarità cercavate?

La scelta degli interpreti è un processo molto delicato e cruciale per la bontà del risultato finale. Ammetto di metterci molto tempo e di chiedere a ciascun candidato uno sforzo in più rispetto a quanto avviene di solito negli altri casting. In questo caso cercavamo interpreti con una vocalità specifica e per alcuni ruoli, i protagonisti maschili prima di tutti, era fondamentare saper suonare molto bene la chitarra. Il lavoro di Simone Manfredini, supervisore musicale, è stato accuratissimo. Michael Cothren Pena è uno straordinario coreografo che racconta la storia valorizzando le qualità personali di ciascun interprete e durante i casting ha richiesto ai candidati una parte di improvvisazione.


Uno spettacolo in cui i giovani possono riconoscersi: quali sono i temi trattati?

Il tema principale dello spettacolo è il passaggio dall’adolescenza all’età adulta: le scelte e anche errori che abbiamo fatto in passato ci rendono gli uomini che siamo oggi. I giovani vedono se stessi raccontati in scena e gli adulti si riconoscono nei passaggi che hanno segnato la loro vita.

Un lancio innovativo per questo spettacolo: vi siete mossi tanto tempo prima grazie a videoclip con il cast. Nasceranno delle stelle?

Sono nati dei professionisti. Le stelle brillano ma stanno fisse, nel peggiore dei casi cadono. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con giovani motivati, esigenti con se stessi e molto professionali, nonostante per molti American Idiot fosse proprio un debutto nel teatro musicale.



Perché i giovani, ma anche i meno giovani, devono venire a teatro a vedere questo spettacolo?

Perché è una storia universale raccontata con un linguaggio musicale contemporaneo e di forte impatto emotivo, godibile davvero da tutti.

Credito fotografico Giovanna Marino: foto cast e dei produttori in occasione del debutto al Teatro Coccia STM - Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency 
 “Green Day’s American Idiot” è un prodotto teatrale innovativo che affronta tematiche distanti dalla tradizione italiana del teatro musicale dal momento che non presenta realtà edulcorate; vincitore nel 2010 di due Tony Awards® e del Grammy Award come miglior Musical Show Album, è tratto dall'omonimo disco di platino del 2004 che, ad oggi, ha venduto oltre 15 milioni di copie nel mondo. Amore e ribellione secondo il più celebre gruppo punk rock statunitense: “Green Day’s American Idiot” racconta la crescita di tre giovani amici, Johnny, Will e Tunny, alla ricerca di un senso della loro vita in una società fortemente influenzata dai media, apatica e senza prospettive.
“Green Day’s American Idiot” è ispirato alla epica rock opera “Tommy” degli Who e per Billie Joe Armstrong rappresenta, dal giorno del debutto mondiale, non solo un modo per raccontare la sua vita e quella dei suoi due amici/colleghi Mike Dirnt e Tré Cool, ma anche un nuovo mezzo espressivo per proporre una lettura critica della società.

Nel settembre 2009 “Green Day’s American Idiot”, con la regia di Michael Mayer grazie alla quale ha vinto anche il Drama Desk Award, ha debuttato al Berkeley Repertory Theatre, nella città natale dei Green Day, diventando dopo 6 mesi uno spettacolo di successo a Broadway, al St. James Theatre. A Londra debutta nel 2015 all’Arts Theatre con la regia di Racky Plews.
“Green Day’s American Idiot” è un ritratto del disagio giovanile post-adolescenziale, un “racconto di formazione” ambientato in un recente passato nella periferia suburbana di una grande città. Le tematiche affrontate sono senza tempo e senza luogo, ma hanno radici nella biografia dei componenti dei Green Day, nella contestazione della società americana dopo l’11 settembre, del governo Bush ieri, quando è stato pubblicato l’album, e della presidenza Trump oggi.
Per raccontare le vicende dei tre protagonisti di “Green Day’s American Idiot”, il regista Marco Iacomelli ha selezionato, tra oltre 700 candidati, giovani performer di talento, alcuni al loro debutto nel teatro professionale: per ritrarre la nuova generazione di giovani americani è stata scelta una nuova generazione di attori italiani.

Ivan Iannacci è Johnny, il “Jesus of Suburbia”, specchio del leader dei Green Day, amico di Tunny, intepretato da Renato Crudo, e Will, interpretato da Luca Gaudiano. Mentre i tre ragazzi prendono decisioni coraggiose e si muovono in un mondo senza valori né certezze, sospinti dal ritmo elettrizzante dei Green Day, le loro strade si dividono: Tunny va in guerra, Will rimane a casa per affrontare responsabilità familiari, mentre Johnny incontra St.Jimmy, interpretato da Mario Ortiz, un alter ego seducente e pericoloso che lo avvicina alla lussuria e all’immoralità. Accanto ai ragazzi, Natascia Fonzetti è Whatsername, la ragazza di cui si innamora Johnny, Angela Pascucci è Heather e Giulia Dascoli è Extraordinary Girl.

Le coreografie sono di Michael Cothren Peña, coreografo per la Grande Apertura di Shangai Disney e coreografo associato nel 2014 per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Sochi, che dopo la produzione italiana di “Cats”, si misura con l’energia vibrante del punk rock dei Green Day nella creazione dei movimenti per “Green Day’s American Idiot”.
Un viaggio emozionale nelle tredici canzoni dell’album “American Idiot”, con alcuni brani dall’album “21st Century Breakdown” pubblicato nel 2009 e una canzone d’amore inedita.
Lo spettacolo è un crescendo di canzoni memorabili e coinvolgenti, piene della potenza dei Green Day, da 21 Guns già videoclip con il cast e la band della versione italiana, Jesus of Suburbia, Boulevard of Broken Dreams, Wake Me Up When September Ends, Holiday e il titolo campione d'incassi American Idiot, oltre a Good Riddance, meglio conosciuta come Time of Your Life.

PROGRAMMAZIONE

Dal 26 gennaio al 12 febbraio
Giovedì e venerdì ore 21
Sabato ore 15.30 e ore 21
Domenica ore 15.30
 
PREZZI

Poltronissima BLU € 59,00
Poltronissima € 49,00
Prima Poltrona € 39,00
Seconda Poltrona € 29,00
Terza Poltrona € 19,00

Riduzioni under 14/ over 70
I biglietti sono in vendita in tutti i punti vendita TicketOne, on line su www.ticketone.it e telefonicamente al numero unico nazionale 892.101 (numero a pagamento).
Utilizza su TicketOne il bonus cultura per acquistare i biglietti di “Green Day’s American Idiot”; info www.18app.it

Teatro della Luna
Via G. di Vittorio, 6 - 20090 Assago (MI)
M2 linea verde – fermata Milanofiori Forum
Tel. +39 02 48857 7516 www.teatrodellaluna.com

CAST ARTISTICOIvan Iannacci // Johnny
Renato Crudo // Tunny
Luca Gaudiano // Will
Mario Ortiz // St. Jimmy
Natascia Fonzetti // Whatsername
Angela Pascucci // Heather
Giulia Dascoli // Extraordinary Girl
Daniele Venturini // Joshua
Alessia Genua // Alysha
Alessandro Prota // Theo
Roberta Miolla // Christina
Dario Cao // Gerard
Daniele Volpin // Miguel
Asia Bosio // Mary
Matteo Morigi // Ben
Lara Moretto // Libby
Matteo Chippari /// Declan
Simona Gugnali // Rebecca
Massimiliano Perticari // Andrew
Ketty Panarotto // Leslie
Dario Ianne // Brian

BAND DAL VIVO
Riccardo Di Paola // Direzione e tastiere
Roberta Raschellà // Chitarre
Orazio Nicoletti // Basso
Marco Parenti // Batteria

CAST CREATIVO
Arrangiamento musicale e orchestrazioni Tom Kitt
Supervisione Musicale Simone Manfredini
Direzione Musicale Riccardo Di Paola
Coreografie Michael Cothren Peña
Scene Gabriele Moreschi
Illustrazioni (ispirate alle opere di Basquiat) Rosemary Amodeo
Video Antonio Simone Giansanti
Costumi e Trucco Maria Carla Ricotti
Disegno Luci Valerio Tiberi
Disegno Fonico Donato Pepe
Regista Collaboratore Francesco Marchesi
Consulenza Artistica Andrea Ascari
Traduzione e Adattamento Marco Iacomelli
Produttore esecutivo Davide Ienco
Produttore esecutivo Fabio Boasi
Produttore esecutivo Alessio Boasi 

Credito fotografico Giovanna Marino: foto cast e dei produttori in occasione del debutto al Teatro Coccia STM - Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency