giovedì 12 dicembre 2013

Wojtyla Generation Love Rock: la recensione



Grande debutto milanese, ieri sera, al Teatro degli Arcimboldi, per Wojtyla Generation Love Rock (musiche, testi e regia Raffaele Avallone, aiuto regia Andrea Murchio, coreografie Evelyn Hanack, con Stefania Fratepietro, Brunella Platania, Enrico DAmore, Roberto Cresca, Chiara Materassi, Lorenzo Tognocchi, Andrea Murchio, Daniele Derogatis, solo per citarne alcuni).

Non avendo visto la precedente edizioni, non posso fare paragoni: lo spettacolo infatti, ha debuttato addirittura durante la Giornata Mondiale della Gioventù 2011 di Madrid, per poi approdare in Polonia, seguite da alcune date a Roma, con il cast precedente.

(foto in pagina di properietà di Silvia Arosio, per utilizzo citare il link del blog)

Quest'anno, viene riproposto con un cast parzialmente rinnovato, nuove orchestrazioni, e piccole modifiche di regia.


Uno spettacolo che non è solo prettamente religioso: si parla di Papa Wojtyla, ma non pensate si tratti di un musical agiografico.

Niente a che vedere con l'altro spettacolo che sta per iniziare il suo tour, Karol Wojtyla - La vera storia, o il classico Forza Venite Gente.

Karol c'è, ma rimane un sottotesto, una presenza impalpabile che percorre tutto lo spettacolo, manifestandosi come un'epifania solo all'inizio ed alla fine, con immagini originali e la sua voce registrata.

Raffaele Avallone, regista ed autore, ha voluto parlare semplicemente di amore. E di giovani.

Una sorta di West Side Story del bene e del male, dove due bande contrapposte, Le Sentinelle del Mattino o i Papa Boys, positivi e fin troppo perfetti, si contrappongono ai “Farisei”, lati oscuri della gioventù o dell'Umanità tutta. Modernissimi “bulli”, che vivono alla giornata e non credono in nulla, non hanno sogni né speranze. Cattivi: o no?

Ma si sa, the dark side, attira. Ed il cattivo di turno, si incapriccia e tenta la leader dei “buoni”.

Gap di valori sottolineato dai nomi dei 12 apostoli per caratterizzare ogni PapaBoys: e solo il fatto che il capo trascinante dei Farisei si chiami Paolo, lascia immaginare il finale della storia.
La trama è difficilmente intelleggibile all'inizio, ma si disvela mano a mano, tramite citazioni bibliche e grazie alle canzoni, multi lingue e davvero molto belle.


Si va dal genere Giornata della Gioventù, al puro tango ed al rock alla Jesus Christ, passando per l'inquietante chiusura del primo tempo, una “discoteca” della perdizione, con un idolo d'oro proiettato sullo sfondo, che tanto ricorda qualcosa di satanico.

Il tutto, mescolato ad alcuni brani lirici molto forti, che danno quel tocco di eleganza ad una partitura già preziosa.

Le orchestrazioni, registrate a Budapest, sono potenti e le voci del cast arricchiscono brani che non possono non restare immediatamente impressi.

Oltre alle canzoni (con coreografie semplici ma di effetto di Evelyn Hanack e le ottime luci gestite da Marco Macrini), il cast è l'altro formidabile punto di forza di questo musical.


Due prime donne si fronteggiano sul palco, due vere tigri, una dalla voce più angelica, l'altra magnificamente rock, che da sole varrebbero il prezzo del biglietto.

Stefania Fratepietro, con una voce davvero “beatificante” (fu Beatrice in La Divina Commedia on Vittorio Matteucci), angelica ed angelicata, non poteva che essere Giuditta, leader dei PapaBoys, che stavolta sfoggia una voce da soprano che ancora non le conoscevo. Dolce e tormentata al punto giusto.


Fratepietro versus Brunella Platania, il personaggio di Malfiore, cattiva e perfida, quanto basta, che però così maligna non è, come dimostra nel brano da solista in cui manifesta il suo amore per Paolo: rock allo stato puro, regina oscura che saprà redimersi. Una vera tigre, un'Erinni, un'Amazzone: voce rock e presenza scenica magnifica..

Mefistofelico ed affascinante Enrico D'Amore, ambiguo, tagliente, insinuante, con una voce potente, che ricorda a tratti il suo Cavaradossi di Tosca e che alla fine ci regala sul finale un'improvvisa conversione, quasi da via di Damasco. Oltre alla voce, da notare con occhio speciale l'interpretazione e la caratterizzazione psicologica.


Roberto Cresca è Pietro (ed infatti porterà la croce, quasi ad indicare la Chiesa tutta), giovane, ma con una voce tenorile assolutamente straordinaria. Applausi a scena aperta per lui. L'Italia ama sempre il bel canto.

Ottima prova d'attore per l'aiuto regista Andrea Murchio, il narratore Tommaso, che recita tutto lo spettacolo in carrozzella e deve dare maggiore enfasi alla voce ed alle controscene solo con la parte alta del corpo: brividi in platea, per alcuni suoi monologhi.

Accanto a loro, voci deliziose per tutti gli altri comprimari, come Cristina Benedetti, Daniele Derogatis, Lorenzo Tognocchi (che apre lo splendido brano Why), Samanta Discolpa e la deliziosa Chiara Materassi, che ho avuto occasione di vedere anche come Malfiore, e che per questo merita un elogio particolare: diversissima dal suo ultimo ruolo in America, dove era Madre Cabrini.

Una storia semplice, per uno spettacolo che trasmette energia, brividi, sensazioni, passando per la vita e per i valori che purtroppo oggi molti giovani stanno perdendo. Per fortuna, non tutti.

Ancora stasera agli Acimboldi e poi, “Wojtyla Generation Love Rock Musical” sarà stabile a Roma a partire dal 16 gennaio 2014.

Perchè mancare?


Date spettacoli:

4 dicembre 2013 Teatro Pala De Andrè (Ravenna)

6 dicembre 2013 Teatro San Luigi Concorezzo (Milano)

11-12 dicembre 2013 Teatro degli Arcimboldi (Milano)

14 dicembre 2013 Teatro di Varese P.zza della Repubblica (Varese)

Dal 16 gennaio 2014 al 15 marzo 2014 Teatro Salone Margherita (Roma)

Starring

PAPABOYS

Stefania Fratepietro (Giuditta - Papaboys)
Roberto Cresca (Pietro - Papaboys)

Cristina Benedetti (Felipa - Papaboys)
Daniele Derogatis (Juan - Papaboys)
Samantha Discolpa (Simone - Papaboys)
Simone Giovannini (Thaddeus - Papaboys)
Giuseppe Inga (Matthieu - Papaboys)
Chiara Materassi (Jachie - Papaboys)
Rosa Messina (Andy - Papaboys)
Andrea Murchio (Tommaso - Papaboys)
Alina Person (Jamie – Papaboys)
Lorenzo Tognocchi (Bartolomeo - Papaboys)
Arianna Milani (cover)


FARISEI

Brunella Platania (Malfiore - Farisei)
Enrico D’Amore (Paolo - Farisei)

Alessandro Amoroso (Naro – Farisei)
Sebastiano Lo Casto (Eros – Farisei)
Federica Rosati (Vanity – Farisei)
Sara Telch (Medusa – Farisei)


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CAST


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