domenica 22 febbraio 2015

Luca Ronconi scomparso: addio ad un grande Maestro


"Non mi sono mai considerato un maestro ma certo se altri pensano che tu lo sia devi tenerne conto in qualche modo".

"La regia è una disponibilità personale, una capacità di entrare in rapporto con un testo, uno spazio, con degli attori e un pubblico".
"Talvolta mi sento come uno che vive le vite degli altri. Come questi personaggi a cui sto lavorando, che sembrano sempre stare da un’altra parte, e quando intuiscono che invece la vita è questa, quella che vivi, che ti giochi una volta sola, sono assaliti dal panico"


Il regista Luca Ronconi è morto, ieri, al Policlinico di Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni.

Il Maestro avrebbe compiuto fra pochi giorni 82 anni.

"Non voleva morire", dice ora commosso Sergio Escobar il direttore del Piccolo Teatro che gli è stato accanto fino alla fine.

Diresse il Teatro di Roma, lo Stabile di Torino e fu anche il direttore artistico del Piccolo di Milano.
Ecco come lo ha presentato il sito TGCOM24.

"Il regista e attore teatrale Luca Ronconi è morto al Policlinico di Milano dove era ricoverato da alcuni giorni. Nato l'8 marzo 1933 a Susa, in Tunisia, il maestro, innovatore e controcorrente, avrebbe compiuto fra pochi giorni 82 anni. Diresse il Teatro di Roma, lo Stabile di Torino e fu anche il direttore artistico del Piccolo di Milano.
Direttore del Teatro stabile di Torino (1988-93), del Teatro stabile di Roma (1994-98) nonché direttore artistico per oltre un decennio del Piccolo Teatro di Milano, Luca Ronconi ha firmato nella sua lunga carriere regie teatrali e liriche sempre nel segno dell'innovazione.

Dopo il diploma nel 1953 all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico di Roma, negli anni Cinquanta è stato attore. Ha esordito come regista con La buona moglie di Goldoni (1963), cui seguirono I lunatici di Th. Middleton (1966), Misura per misura e Riccardo III di Shakespeare, Il candelaio di Bruno, Fedra di Seneca, e il fortunato Orlando furioso (1968; ed. telev. 1975), esempio di sintesi fra avanguardia e tradizione. Segno distintivo del suo stile, l'essenzialita' della recitazione tesa fra l'astrazione e lo straniamento.

Tra i suoi lavori più celebri l'Orestea di Eschilo (1972), Il pappagallo verde di Schnitzler (1978), Ignorabimus di Holz (1986), Mirra di Alfieri (1988), Strano interludio di O'Neill (1989), Gli ultimi giorni dell'umanità di Kraus (1990), Re Lear (1994). Dal 1975 (Valchiria di Wagner) è stato anche regista lirico (Orfeo e Euridice di Gluck, Fetonte di Jommelli, Lo zar Saltan di Rimskij-Korsakov; Viaggio a Reims di Rossini; L'Europa riconosciuta di Salieri; Falstaff di Verdi; Turandot di Puccini). Nel 1977 ha avviato il Laboratorio sperimentale di Prato. Dopo le esperienze di Torino e di Roma, assunta la direzione artistica del Piccolo Teatro di Milano, ha messo in scena, tra l'altro, La vita e' sogno (2000), allestimento del dramma di C. de la Barca, e Peccato che fosse puttana (2003) di J. Ford.

In occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 ha ideato e diretto, in collab. con W. Le Moli, il Progetto Domani, composto di cinque spettacoli che, attraverso il teatro, hanno esplorato temi universali della storia, della politica e della guerra (Troilo e Cressida; Trilogia della guerra; Lo specchio del diavolo; Il silenzio dei comunisti; Biblioetica).

Del 2007 è invece il Progetto 'Odissea doppio ritorno', dittico comprendente Itaca di B. Strauss e L'antro delle ninfe da Omero a Porfirio, mentre negli anni successivi ha firmato le regie di La compagnia degli uomini (2010) di E. Bond, La modestia (2011) di R. Spregelburd, Sei personaggi in cerca d'autore (2012) di L. Pirandello, Pornografia di W. Gombrowicz (2013), Danza macabra di A. Strindberg (2014), queste ultime quattro rappresentate al Festival dei Due Mondi di Spoleto".