Strippete! La commedia musicale c'è. Più forte che mai. E così sia!
Quando si scrive di spettacoli come Aggiungi un posto a tavola, si può soffrire di un pochino della sindrome del foglio bianco.
O meglio, tanto è già stato scritto su questo spettacolo, la cui Arca ha veleggiato in Italia (e non solo) per 50 anni e che è stato oggetto di differenti messe in scene, anche non professionali, è stato argomento di libri ed è persino entrato in tesi di laurea.
Si rischia di essere ripetitivi e ridondanti, di non aggiungere nulla a quello che già sappiamo e che altri hanno detto prima di noi.
Un trionfo. Per una persona come me che ama giocare con le parole, è raro non
trovarne, ma in questo caso l'unico termine che mi si accende nella mente, a
caratteri cubitali, è questo. Potremo anche dire ovazione
e tripudio, e ci starebbe tutto.
Da ieri sera, fino al 17 marzo, JSC è a Milano, al Sistina Chapiteau.
Fare una recensione di uno spettacolo come Jesus Christ Superstar mi pare davvero
ridondante, visto che anche l'edizione messa in scena quest’anno da Massimo
Romeo Piparo non solo risponde ai canoni a cui ci ha abituato negli ultimi 30
anni – ed ancora di più degli ultimi 10 - , ma riunisce il meglio del cast già
noto ed alcune new entry.
Ebbene sì: io c'ero. Ero presente nella storica versione di 30 anni fa di Jesus Christ Superstar, portato in Italia da Massimo Romeo Piparo e che vedeva in scena la grande star Carl Anderson (e se siete curiosi nella prossima pagina, cliccando sott, troverete la locandina originale).
Mi piace sottolineare che Piparo, da allora, è riuscito a mettere sulla scena, seppur non sempre contemporaneamente, ahimè, vista la dipartita di Carl, i protagonisti originali del film cult del 1973: Carl Anderson-Giuda, Ted Neeley-Gesù, Yvonne Elliman- Maddalena e Barry Dennen-Pilato.
In questa nuova versione, tornano però alcuni del cast originale, come Paride Acacia e Claudio Compagno, che hanno fatto parte del cast dagli esordi.
Oltre, ovviamente, ad altri straordinari interpreti, novità e riconferme. tra cui spiccano eccezionale. Anggun come Maddalena, Lorenzo Licitra come Jesus, ma anche Feisal Bonciani nel ruolo di Giuda, e Frankie Hi-Nrg, nel ruolo di Erode.
La messa in scena sarà quella classica a cui la Peep Harrow ci ha abituati, sempre con l'orchestra dal vivo, diretta dal Maestro Emanuele Friello.
Ted Neeley sarà presente tutte le sere per onorare Licitra con il suo passaggio di consegna, e sarà in sala il 12 e 13 a Milano e il 20 a Roma, per una proiezione speciale del film originale (a cui potranno assistere dalle 17 coloro che hanno acquistato il biglietto).
Special Edition dello spettacolo, perchè, oltre a festeggiare plurimi anniversati (50 del film, 30 di Piparo e 10 con Ted), sarà sul palco per ora solo nel mese di marzo, con debutto al Sistina Chapiteau di Milano e poi a Roma, al Sistina, dal 20 del mese.
Altro?
Godetevi nella prossima pagina i video della conferenza e ne saprete di più.
Era il 2011, quando al Manzoni di Milano, Gianluca Guidi dirigeva Gianluca Ingrassia (con Simona Samarellii), nella commedia di Neil Simon, "Stanno suonando la nostra canzone".
Ora, i due mattatori, amici da ben 35 anni, tornano in scena nello stesso teatro con La Strana Coppia… revival.
Sì, perché dire che Neil Simon sia datato è una affermazione non solo antipatica, ma anche profondamente ingiusta: perché i classici, in quanto tale, non lo sono mai.
Chiaramente, Guidi, nella sua direzione della pièce, ha tradotto e limato alcune parti, per rendere il testo più appetibile a noi italiani, ma niente di più.
Il gusto e la sottile atmosfera fumosa del testo è rimasto tale e quale: ma all’apertura del sipario nemmeno ci accorgiamo che siamo negli anni ’60, se non fosse per gli oggetti di scena.
E così se il fax resta fax e non diventa cellulare, le “paturnie” di Felix e l’apparente noncuranza di Oscar, sono moderne oggi, quanto lo erano allora.
Due amici separati reagiscono diversamente al dolore della separazione e il disordine contrapposto all’ordine maniacale, ne sono solo l’aspetto esteriore: anche perché Felix ipocondriaco e perfettino lo è sempre stato.
Si dice che l’uomo non può vivere da solo, perché solo la donna riesce a gestire una casa in autonomia. Cosa c’è più sessista di tale affermazione? Neil Simon la ribalta e mette in bocca a Felix il concetto esattamente opposto.
Perché questo è il bello dei classici: ci ritroviamo, ma ci ritroviamo anche ribaltati e a volte spiazzati.
Ed anche in questa commedia si ride molto, per questo, e si ride con noi e di noi, con gli attori, il regista e con chi, “anta” anni fa, ha pensato questo testo.
Così come si diverte in scena il cast, i due protagonisti, affiancati da tanti caratteristi affiatati, tanto, qualche volta, da non trattenere la risata.
Se la regia di Guidi è fluida, scattante, leggera, i due in scena sono una delizia, ognuno nel suo ruolo, anche se mi piacerebbe vederli scambiati, per una volta.
La leggerezza di cui, a volte, abbiamo bisogno, senza dimenticare quella vena di malinconia, che fa parte della vita, come i tasti bianchi e neri del pianoforte.
Così è la vita, lo era allora e lo è adesso.
Non perdete, se potete, questa commedia, per vedere un’amicizia che resiste al tempo ed alle intemperie, sul palco, come nella vita reale. Fa sperare.
Trama
Nota a molti. Ma vale la pena rinfrescarne almeno il ricordo. Si alza il sipario su un appartamento intriso di fumo, a Manhattan negli anni ’60. L'appartamento (sporco e disordinato) appartiene a Oscar Madison, che l'ha lasciato andare in rovina dopo il suo divorzio. Quando invita il maniacale, “sterilizzato” e ferito Felix Unger - la cui moglie lo ha appena buttato fuori di casa - a condividere per qualche tempo la casa con lui, questo, diventa un campo di battaglia su quale stile di vita alla fine prevarrà, così come quanto stretto contatto personale possa sopportare un'amicizia. Sunto che, ovviamente, tralascia molti particolari; ma la sostanza è questa.
Una piccola curiosità - Le sorelle Pigeon
Cecily e Gwendolyn Pigeon sono le due inquiline del piano di sopra di Oscar e Felix. La loro “entrata in scena” nel terzo atto ha una storia tutta propria: Simon ha attribuito al critico di Boston Elliot Norton il merito di averlo aiutato a sviluppare l'atto finale della commedia. Norton era critico teatrale a Boston quando i rapporti tra i critici e i drammaturghi non erano così conflittuali come sarebbero poi diventati. Durante la conversazione di Simon con Norton, durante il programma televisivo “Elliot Norton Reviews”, il critico disse che la pièce mancava di adrenalina nell’atto finale. Quando “La Strana Coppia” andò originariamente in scena al Colonial Theatre di Boston, i personaggi delle Pigeon Sisters non appaiono nell'atto finale. Simon dichiarò al quotidiano “The Boston Globe”: “Durante la trasmissione Norton ha detto: "Sapete chi mi mancava nel terzo atto, le “Sorelle Pigeon", ed è stato come se mi si fosse accesa una lampadina in testa. Ha fatto un'enorme differenza nello spettacolo. L'ho riscritta e ha funzionato molto bene. Ero così grato a Elliot... Elliot aveva un occhio così acuto. Non so se abbia salvato la commedia o meno, ma l'ha resa un successo
maggiore”. Monica Evans e Carole Shelley furono le due attrici scelte per interpretare le vicine di casa di Oscar e Felix, Cecily e Gwendolyn Pigeon. Recensendo, a suo tempo, il film, Archer Winsten ha definito la loro entrata in scena un "trionfo". Certo, erano perfette nei loro ruoli - dopo tutto, avevano recitato le stesse parti a Broadway. Ma va detto che la Paramount aveva altre idee. "Volevano assumere due attrici già sotto contratto “a cottimo”", ricorda Shelley, 78 anni, in un’intervista. Aggiunge Evans, 77 anni, al telefono dalla sua casa in Inghilterra, “Walter [Matthau] era molto turbato. È letteralmente andato a battersi per noi e ha detto: "Dovete assumere le due ragazze!" Non è lo stesso con nessun altro!’ Così Carole e io abbiamo fatto un provino a New York, leggendo le nostre parti della commedia… e il resto è storia!” Tempi in cui era bello e giusto fare i provini. Quando “contratti a cottimo” non ne esistevano. Una mia piccola, ultima, annotazione: Chissà se Sua Maestà Simon (dando alle due sorelle - che nella vita reale sorelle non erano - una provenienza britannica anziché americana) ha scelto i loro nomi - Cecily e Gwendolyn – facendo omaggio al meraviglioso Oscar Wilde che ne “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, settanta anni prima, dona i medesimi nomi alle due protagoniste femminili della commedia? Non si sa! Ma è bello pensare che possa essere accaduto!
RASSEGNA PROSA
Francesco e Virginia Bellomo e Virginy L’Isola Trovata
presentano
Dal 21 novembre al 3 dicembre 2023
feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
sabato 2 dicembre ore 15,30 e 20,45
GIANLUCA GUIDI GIAMPIERO INGRASSIA
LA STRANA COPPIA
Revival
di
Neil Simon
traduzione, adattamento e regia
Gianluca Guidi
e con
GIUSEPPE CANTORE, RICCARDO GRAZIOSI
ROSARIO PETIX, SIMONE REPETTO
e con CLAUDIA TOSONI
e FEDERICA DE BENEDDITIS
scene e costumi
Carlo De Marino
musiche Maurizio Abeni
luci Umile Vainieri
progetto audio Franco Patimo
assistente alla regia Francesca Somma BIGLIETTI Prestige € 36,50 - Poltronissima € 33,00 - Poltrona € 25,00 - Poltronissima under 26 anni € 16,00
Francesco e Virginia BellomoeVirginy L’Isola Trovata
presentano
Dal 21
novembre al 3 dicembre 2023 feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
sabato 2 dicembre ore 15,30 e 20,45
GIANLUCA GUIDIGIAMPIERO INGRASSIA
LA STRANA COPPIA
Revival
di Neil Simon traduzione, adattamento e regia Gianluca Guidi
e con GIUSEPPE CANTORE, RICCARDO GRAZIOSI ROSARIO PETIX, SIMONE REPETTO e con CLAUDIA TOSONI e FEDERICA DE BENEDDITIS
scene e costumi Carlo De Marino musiche Maurizio Abeni luci Umile Vainieri progetto audio Franco Patimo assistente alla regia Francesca Somma
interpreti e personaggi Gianluca Guidi OSCAR MADISON Giampiero Ingrassia FELIX UNGAR Giuseppe Cantore ROY Riccardo Graziosi SPEED Rosario Petix VINNIE Simone Repetto MURRAY Claudia Tosoni GWENDOLYN PIGEON Federica De Benedittis CECILY PIGEON
“La Strana Coppia” venne rappresentata per la prima volta al Plymouth Theatre di Broadway il 3 ottobre 1965, per la regia di Mike Nichols: i protagonisti erano Art Carney nella parte di Felix e Walter Matthau in quella di Oscar. La pièce venne poi allestita al Eugene O'Neill Theatre a New York (1966-1967).
Un grande artista del musical italiano che ha fatto della versatilità e dell’unicità le sue cifre stilistiche, il regista che ha portato in Italia con grande successo il teatro musicale di tradizione anglosassone, e un direttore teatrale da sempre tra i più impegnati nel promuovere il genere musical nel nostro Paese, programmando quei grandi titoli un tempo riservati al pubblico inglese e americano. Parliamo di Christian Ginepro, Saverio Marconi e Stefano Curti che si sono aggiudicati gli AdM Awards, il riconoscimento nato in occasione del venticinquennale di Amici del Musical, il network di cultura e informazione sul teatro musicale. Ginepro e Marconi sono arrivati primi pari-merito al voto on-line riservato ai grandi artisti del musical italiano, mentre Curti è stato scelto dalla redazione di Amici del musical tra gli addetti ai lavori che si sono spesi per la crescita e la diffusione del teatro musicale.
Could We Start Again?, nella sua veste ‘monografica’ dedicata alle nuove produzioni italiane, dedicherà la prossima puntata al travolgente musical Tutti parlano di Jamie, recentemente tornato in tour nel nostro Paese, e andrà in onda, in diretta e poi in differita sul web, lunedì 20 marzo h 21.
Saranno ospiti della trasmissione Barbara Cola e Giancarlo Commare, interpreti di Margaret New (la mamma di Jamie) e del protagonista Jamie, e Piero Di Blasio regista dello spettacolo. I tre artisti avranno l’occasione di parlare, oltre che di questa ultima appassionante avventura, delle loro carriere e dei loro progetti, col supporto di video, curiosità, approfondimenti, e non mancherà l’attesa intervista tripla.
Tutti parlano di Jamie è in scena al Teatro Nazionale Milano dal 15 al 26 marzo, al Teatro Rossetti di Trieste dal 21 al 23 Aprile, al Colosseo di Torino (26-27 Aprile), al Verdi di Firenze (5 - 7 Maggio) e al Teatro Valli di Reggio Emilia (12-14 Maggio).
Come ho scritto qualche giorno fa per Priscilla, è tempo di anniversari.
Ed in un momento storico ahimè noto per teatri che chiudono (la ferita del Nuovo nel cuore di Milano è sempre aperta), festeggiare i 20 anni di attività di un teatro privato, è un’occasione importante, per gli artisti, per il pubblico e per la location, dove un teatro è inserito. Fosse anche una periferia, oggi più raggiungibile con la metropolitana, ma che per i primi anni è stata poco sostenuta dai mezzi pubblici.
Dietro al Forum di Assago, in una zona abbandonata, nacque infatti 20 anni fa un Teatro, uno dei pochi esempi ancora attivi di una sala di spettacolo dal vivo, costruito appositamente per ospitare un musical.
Il Teatro del Vigentino, casa dell’improvvisazione teatrale di Milano dal 2005, col patrocinio del Municipio 5, ospita per la prima volta sul suo palco l’Opera lirica, in un nuovo formato.
Sulle note di Giacomo Puccini, la compagnia operistica FILRŌ, porta in scena uno dei testi più famosi del mondo della lirica: una Tosca dal “taglio” originale, dinamica, con una drammaturgia ricca di colpi di scena e a prezzo accessibile. Un modo per sostenere giovani professionisti ma soprattutto per stuzzicare intelligentemente quel pubblico che ancora non conosce questo genere.
Nuova puntata di Could We Start Again? nella sua veste ‘monografica’ dedicata alle nuove produzioni italiane. Andrà in onda, eccezionalmente di martedì, il prossimo 21 febbraio h 21, e ci presenterà il cast di Legally Blonde - La rivincita delle bionde, nuova produzione tutta italiana del grande musical di Broadway tratto dall’omonimo film. Saranno ospiti della trasmissione Lucia Blanco (Elle Woods), Claudio Zanelli (Emmett Forrest) e Giovanna D’Angi (Paulette Buonofonte), protagonisti dello show che dopo il grande successo del debutto milanese si appresta ad andare in tour a Genova (Teatro Politeama - 24 e 25 febbraio), Firenze (Teatro Verdi - dal 10 al 12 marzo) e infine a Torino (Teatro Alfieri – 18 e 19 marzo).
Da giovedì 26 a sabato 28 gennaio è in scena "Maddale’" per la drammaturgia di Paolo Maria Congi. Con Livia De Luca, Paolo Maria Congi, Mauro Ascenzi, Patrizio Recchioni, Mauro Tiberi e Miriam Esposito, la pièce racconta delle periferie romane al margine e considerate un microcosmo sociale che desidera essere lasciato in pace. Quest’ultimo è abbandonato e vuoto nell’immaginazione borghese, ma vivo e pulsante nella realtà di chi le vive. Maddalena nasce in questo contesto. La protagonista vive con il marito, Francesco, che è agli arresti domiciliari. A causa di questi, Francesco soffre un ulteriore isolamento ed è lacerato da una situazione economica non florida.
Puntata speciale di fine d’anno per Could We Start Again. Il 31 dicembre dalle ore 18 su youtu.be/tKHDMoUWXts andrà in onda uno speciale in cui gli ospiti di questa stagione e altri amici faranno gli Auguri di Buon 2023 a tutti gli spettatori. Ecco la lista completa degli artisti che interverranno: Paolo Barillari, Giulio Benvenuti, Nicolò Bertonelli, Carolina Ciampoli, Roberto Colombo, Eugenio Contenti, Gaudiano, Gipeto, Flavio Gismondi, Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia, Gioachino Inzirillo, Floriana Monici, Simona Patitucci, Massimiliano Perticari, Brunella Platania, Mirko Ranù, Jacopo Sarno, Gianmarco Schiaretti, Roberto Tarsi, Francesca Taverni, Tania Tuccinardi.
Debutta al Teatro Quirino di Roma, IL CASO TANDOY, Intrighi, delitti e passioni nell’Agrigento degli anni ‘60, di cui abbiamo parlato in anteprima a febbraio 2022, dedicando una splendida intervista all'autore Michele Guardì sul numero di Riflettori su Magazine, con la copertina a lui dedicata (cliccate per leggere l'articolo).
I protagonisti sono sempre GIANLUCA GUIDI e GIUSEPPE MANFRIDI.
Michele Guardì torna a scrivere per il teatro e lo fa con Il caso Tandoy, uno spettacolo basato su una storia di cronaca, successa in Sicilia parecchi anni fa.
Da avvocato ed appassionato, Michele Guardì è andato a scavare nei testi originari del caso, del 1960, traendone ed inserendo nel testo delle considerazioni di vita, che rendono la pièce una commedia ironica, di grande stampo morale. Perché spesso la tragedia sconfina nella farsa.
Per leggere tutto il pezzo, andate sul sito del magazine che dirigo (disponibile in ristampa cartaceo per un numero di copie superiore a 5: scrivere a riflettorisumagazine@gmail.com).
Sono 17 i piccoli interpreti provenienti da 11 diverse regioni d’Italia che parteciperanno allo Zecchino d’Oro 2022 dando voce alle 14 canzoni in gara in questa 65ª edizione, in onda su Rai1 a novembre con la direzione artistica di Carlo Conti.
I brani selezionati, scelti tra 550 proposte arrivate in Antoniano a seguito del bando autori, strizzano l’occhio a diverse tematiche sempre più comuni tra i bambini. Così il desiderio di diventare grandi in fretta si contrappone a quello di giocare e godersi i momenti insieme al proprio papà e tematiche sociali e attuali, come la bellezza della diversità e la preoccupazione ambientale, diventano ancor più reali se ad esserne portavoce sono i più piccoli. A prestare la loro arte per scrivere le canzoni che i 17 interpreti porteranno sul palco di Rai1 – accanto agli autori storici di Zecchino ed esperti di canzoni per bambini – Checco Zalone, Enrico Ruggeri, Deborah Iurato, Virginio, Cesareo di Elio e le storie tese con Filippo Pax Pascuzzi, Margherita Vicario ed Eugenio Cesaro degli Eugenio in Via di Gioia.
Una bella stagione, quella del Teatro Brancaccio di Roma, che vedrà, tra l'altro, l'arrivo di Casanova di Canzian e il ritorno di Rapunzel con Lorella Cuccarini.
La prossima puntata di Could We Start Again? sarà… una festa in famiglia!! Il prossimo lunedì 20 giugno h 21, con i fratelli Silvia ed Eugenio Contenti, la trasmissione celebrerà infatti i suoi primi due anni di vita!
Giovani, ma con alle spalle già una carriera di tutto rispetto nel teatro musicale e non solo, Silvia ed Eugenio hanno recentemente collaborato alla messa in scena dello spettacolare musical Bring It On per il Summer Musical Festival di Bologna.
Puntata memorabile quella che ci propone Could We Start Again? il prossimo martedì 26 aprile h 21. Saranno ospiti due ‘mostri sacri’ del teatro italiano: Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia. Portatori sani di un’idea di spettacolo versatile, di gran classe e ad alto tasso professionale, hanno diviso più volte il palcoscenico e hanno regalato al pubblico del teatro, della tv e del cinema interpretazioni di grande spessore. Si racconteranno al pubblico del web tra ricordi, progetti, aneddoti e riflessioni sul mondo teatrale, offrendoci il punto di vista di due protagonisti assoluti. Particolarmente imperdibile sarà la consueta ‘intervista doppia’.
Roberto Mazzone ci presenterà inoltre alcune anticipazioni sugli show previsti nei nostri teatri in questa e nella prossima stagione; condurranno il programma il presentatore Andrea Celeghin e l’autore Franco Travaglio.
E’ aperto
il bando per il Premio Radicondoli per
il teatro, indetto dal Festival di Radicondoli, l'Associazione Nazionale
dei Critici di Teatro, Radicondoli Arte e il Comune di Radicondoli e giunto alla tredicesima edizione.
La premiazione avrà luogo sabato 30 luglio, nel corso della trentaseiesima
edizione del Festival, che si svolgerà dal 15 al 31 luglio con la direzione
artistica di Massimo Luconi.
Solitamente
sono i critici a giudicare, a premiare compagnie e spettacoli. In questo caso
la prima selezione opera sulle indicazioni degli artisti, operatori, studiosi,
critici, spettatori, da chi conosce da vicino, con differenti ruoli, lo
spettacolo dal vivo, che sono chiamati a indicare sia i maestri di teatro
particolarmente disponibili, capaci di ascoltare i colleghi più giovani e di
mettersi a confronto con generosità, sia i critici che hanno contribuito al
percorso creativo attraverso il loro sguardo, le loro analisi.
Dal 10 al 27 marzo al Teatro Nazionale CheBanca! è in scena "Aggiungi un
post a tavola” con Gianluca Guidi e la partecipazione straordinaria di
Lorenza Mario.