giovedì 21 febbraio 2013

Massimiliano Pironti pittore: artista a 360°. Scopriamolo in un'intervista (esclusiva)


Non solo performer.

Probabilmente pochi sanno che il cantante e ballerino Massimiliano Pironti, reduce quest'anno dal grande successo de La Febbre del Sabato Sera, targato Stage, è anche un ottimo pittore.

Ho visto sul suo sito le sue opere iperrealistiche e ne sono rimasta tanto affascinata, da volergli fare subito un'intervista per poterne sapere qualcosa di più. 

D'altronde, in un mondo dove l'arte è sperimentazione e astrattismo, è bello vedere quadri come i suoi..

La foto sopra, ad esempio, rappresenta Padre Carlos Azpiroz Costa, il maestro uscente dell’ordine dei Domenicani e si trova all’interno della collezione privata della meravigliosa Basilica di Santa Sabina di Roma.

In esclusiva, per questo blog, nella prossima pagina la nostra intervista. Grazie, Max!
  1. Max, hai scritto sulla tua biografia che fin da piccolo hai sempre avuto una grandissima passione per la pittura ed i grandi maestri dell'arte rinascimentale. Come sei venuto in contatto con la pittura?
Si è proprio così, praticamente la passione per la pittura è nata insieme a me...sai alcune cose sono inspiegabili, te le ritrovi e non sai perché.

Mi ricordo solo che fin da quando ero molto piccolo, i miei occhi ed il mio stupore cadevano sempre sulle opere dei grandi maestri dell’arte che vedevo sui libri a casa o sulle bancarelle delle feste di paeseti parlo quindi di Leonardo, Michelangelo, Botticelli…
Avrei voluto tanto essere come loro, erano i miei idoli, le loro opere mi emozionavano mi riempivano l’anima, mi facevano vivere in un mondo parallelo ricco di bellezza e poesia. Ho cominciato quindi a dipingere copiando dai grandi già a 5 anni, scoprendo così anche le varie tecniche di disegno.


2. Passione che ben presto si è trasformata in una vera e propria attività parallela a quella di performer...quanti quadri hai dipinto?


Diciamo che l’attività di performer è arrivata dopo e ad un certo punto ha anche preso il sopravvento, aggiungerei per mia fortuna visto che in questi anni mi ha permesso di lavorare, vivere e costruirmi una piccola carriera.  
La pittura in realtà c’è sempre stata e continuo ovviamente a custodirla gelosamente. Ho dipinto tantissimi quadri in questi 30 anni di vita, non saprei neanche quantificarli, forse un centinaio.

3.Guardando i tuoi lavori trovo un realismo raro oggi, dove, dopo l'avvento della fotografia ha fatto prendere alla pittura altre strade. Come mai una pittura tanto fiamminga?

In effetti la mia è una pittura iperrealista, qualcuno potrebbe anche definirla fotografica ma in realtà racchiude molto di più di una semplice rappresentazione della realtà.

Attraverso l’uso della tecnica e della luce che per me sono fondamentali, vorrei riuscire a trasmettere sensazioni ed emozioni,oltre che a raccontare di me e del mio stato d’animo. La cosa che dico sempre è che ogni mio quadro è come se fosse un mio autoritratto che racconta in momenti diversi la mia vita.

4. A cosa ti ispiri e quando dipingi?

Mi ispiro sicuramente alla vita e all’essere umano, siamo la cosa più perfetta e meravigliosa mai creata come non ispirarsi a NOI!
Dipingo moltissimo d’estate,quando quindi sono meno impegnato con le stagioni teatrali ma capita anche d’inverno quando la mano freme…

5. Quali tecniche usi?


Dipingo prettamente olio su tela o su tavola, secondo le antiche tecniche rinascimentali che prevedono quindi una lunga preparazione del supporto e in pittura l’uso delle velature. Ma adoro anche il disegno a matita, carboncino, sanguigna…


6. Attualmente ti stai concentrando sul ritratto. Ritrai dal vero?

Mi sto concentrando sul ritratto perché credo che gli occhi delle persone siano la più grande forma di espressione e comunicazione,s ono lo specchio della nostra anima,r accontano più di mille parole così come il resto del volto e i segni che la vita ci lascia. Ritraggo anche dal vero, anzi sarebbe bello poterlo fare sempre ma a volte per motivi pratici è impossibile.

7. Cosa vuoi rappresentare con i tuoi quadri?

Come accennavo nelle domande precedenti i miei quadri è come se fossero tutti autoritratti. Cerco di trasmettere quello che in quel momento la vita mi sta comunicando, che sia poesia, rabbia, paura ecc.

Ovviamente fatta eccezione per i lavori su commissione che hanno comunque molto di me.
In questo periodo sto lavorando su un progetto che se vogliamo può considerarsi più contemporaneo, mantenendo comunque la tecnica e lavorando sul ritratto ma in una forma diversa.

Magari ve ne parlerò in futuro!

8. Quanto è importante la luce?

La luce nei miei dipinti è fondamentale, è attraverso di essa che cerco di indagare il rapporto tra anima e volto, tra il nostro vissuto interiore e la rappresentazione del vero. Come è anche fondamentale per me il buio alle spalle del soggetto che lo rende ancora più vivo e nitido ai nostri occhi.


9. Dove possiamo trovare i tuoi lavori?

Alcuni lavori in questi anni sono stati venduti,altri si trovano in luoghi sacri come ad esempio il ritratto del maestro dell’ordine Domenicano padre Carlos Azpiroz Costa che si trova all’interno della collezione privata della basilica di Santa Sabina di Roma oppure un’altra tela che rappresenta la cena in Emmaus situata invece all’interno della chiesa di San Rocco a Gavignano, un paesino medievale vicino Roma. Gli altri li custodisco gelosamente a casa come dei figli!

10. Dipingi su committenza o qualche tuo quadro è in vendita?

Dipingo anche su committenza,oltre che per me stesso, poi ovviamente si valutano anche proposte di acquisto dei miei lavori personali. 


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