giovedì 3 marzo 2016

La bella é la Bestia, al Golden di Roma


Fino al 20 marzo, al teatro Golden di Roma, è in scena La Bella é la Bestia, con la regia di Massimo Natale.


Kalitera Production e Teatro Golden
Presentano
SIMONE GANDOLFO RAFFAELLA REA
LA BELLA È LA BESTIA

di Massimo Natale e Ennio Speranza

con
ANNALISA FAVETTI

e con
JULIE CICCARELLI

Regia di Massimo Natale

La bellezza non sempre è un vantaggio. Nel caso di Giulia, giovane e brava psicanalista, sta diventando sempre più un problema. Essendo appunto bella, molto bella nonché affascinante, tutti i pazienti, maschi ma non solo, alla fin fine si innamorano di lei, le fanno avances o compiono transfert pericolosi. Per questo Giulia si trova in crisi: non sa più come fare per ovviare a un inconveniente del genere. La sua segretaria e amica di vecchia data Barbara, un po’ per gioco un po’ sul serio, le consiglia di truccarsi e di imbruttirsi. Dissimulare il suo aspetto la agevolerà nel lavoro, sostiene Barbara e Giulia, perplessa ma snervata dalla situazione, decide di seguire il consiglio. Pochi sapienti tratti, un naso finto, occhialoni, parrucca sale e pepe e così Giulia diventa una bruttina stagionata. Con il nuovo aspetto tutto sembra andare per il verso giusto: le avances finiscono e i transfert si mantengono nella norma. Un miglioramento sensibile, sia professionale sia personale, sino a che non arriva in analisi Alessandro, un tipo un po’ particolare affetto da moti di ipersensibilità e soprattutto da Camilla, ex fidanzata gelosa e indomita che non fa che pedinarlo senza tregua. Il destino, che spesso si diverte, fa incontrare Giulia e Alessandro a una festa, e Alessandro, che non riconosce in Giulia la sua analista, prova a farle la corte, con grande imbarazzo di lei suscitando nel frattempo le ire della sopravvenuta Camilla sempre in agguato.

Inizia così una commedia degli equivoci ironica e tenera, riflessiva e frizzante, bislacca quanto basta, una sorta cocktail composto da un pizzico di psicologia, un quarto di allegria, un terzo di sentimento, più un tocco alla Woody Allen per un finale da un lato classico e per dall’altro decisamente a sorpresa.