domenica 22 gennaio 2017

NOVECENTO di Alessandro Baricco, diretto ed interpretato da Corrado d'Elia: la recensione di Silvia Arosio


Ogni storia é un viaggio. Ogni spettacolo teatrale, che racconti una storia, lo é.

Si esce da se stessi, per ritornarci cambiati: alleggeriti, forse, ma più "densi".
D'altronde, come dice Baricco, “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”.

Basta un attore che attraversi la scena e uno spettatore, diceva qualcuno. Ed é teatro.
Novecento é un viaggio, raccontato con destrezza e grande naturalezza da Corrado D'Elia, che sembra voglia svelarci un segreto, una storia che porta nel cuore, e lo fa con la nostalgia e l'allegria di quelle cose che sono a metà tra il ricordo e la speranza.


E lì ci troviamo, giusto in mezzo all'Oceano, dove il Virginian la fa spola, come un pendolino: lì, dove Danny Boodman T.D. Lemon, il tenero Novecento, vuole suonare, navigando il mare della sua vita, ed evitando i mari che non solcò, la terra infinita, la Donna e i Figli che non ha avuto.
Perché se il porto dell'ultimo orizzonte il guardo esclude, l'infinito può far paura.

Corrado D'Elia si dirige e dirige il transatlantico dove tutti siamo invitati, con 10 cm di poltrona sotto di noi, ed il terreno di Manifatture Teatrali Milanesi, che diventa fluido, diventa acqua, si fa oceano.
Perché da bravo timoniere, il regista, l'attore, il trombettista amico di Novecento ce la fa vivere la traversata, quasi tanto da sentire il salvagente sotto di noi, che balliamo con il pianoforte e le onde, nella sala da ballo.


E se le note dei tasti bianchi si illuminano in una scenografia che è piano verticale, la musica e le luci si fanno racconto, insieme alle mille voci ed i mille volti dell'equipaggio D'Elia.
Cantante confidenziale, che diventa urlatore, modula la recitazione come un bravo jazz, dove però nulla é improvvisato, e si diverte, giocando con il pubblico, nella famosa scena del quadro che cade, in cui dà una versione tutta sua, che tiene lo spettatore con il fiato sospeso.Un monologo perfetto, con un testo perfetto ed un attore e regista perfetto: un'ora e mezza senza un cedimento, senza un calo di ritmo e di conseguenza, senza cali di attenzione.

Dove potete andare, oggi, in un'ora e mezza con una barca? Forse non in America: ma in un viaggio straordinario in teatro, quello, sì.

Per ora il Virginian di D'Elia é entrato in porto, ma sono certa che prima o poi salperà di nuovo. Pensate a comprare il biglietto ed a imbarcarvi.



Compagnia Corrado d’Elia

Novecento

di Alessandro Baricco

diretto ed interpretato da Corrado d'Elia

scene Francesca Marsella

luci Marco Meola

grafica Chiara Salvucci

foto di scena Angelo Redaelli

produzione Compagnia Corrado d’Elia

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