martedì 6 giugno 2017

SDM, Scuola Del Musical, successo per The Life al Nazionale CheBanca di Milano: il curtain call


Ho scoperto The Life.

Gli spettacoli di fine anno delle Scuole ed Accademie di musical e di spettacolo sono spesso l’occasione per scoprire testi che in realtà difficilmente si possono vedere in Italia, vuoi per questione di diritti, vuoi per strane idiosincrasie che non permettono ai produttori di lanciarsi su titoli innovativi o particolari per il nostro paese.

Grave, gravissimo errore, ma questa è storia vecchia.

(FOTO SOPRA © Luca Vantusso - www.lkv.photo).

 
E così, ieri sera, al Nazionale CheBanca di Milano, il pubblico ha potuto godersi uno spettacolo che di “saggio” di fine anno aveva molto poco, come succede regolarmente per la SDM – La Scuola Del Musical (fondata nel 2005 con SAVERIO MARCONI e in collaborazione con la Compagnia della Rancia e diretta per 10 anni da FEDERICO BELLONE, punti di riferimento per il musical in Italia, vanta ora la direzione di Alice Mistroni).

Una scelta coraggiosa, come dicevo, quella di proporre, per la prima volta in Italia, il musical “The Life”. Uno spettacolo dai temi duri, noir, sexy, truci, con musiche di Cy Coleman (autore, per chi lo avesse visto, di Sweet Charity, tra gli altri).

Un testo che però ben si presta ad essere un buon banco di prova per giovani performer, per pezzi stile Broadway, brani corali, singoli, recitazione importante e vocalità spinte.

Drammatico e comico insieme per un musical che dipinge senza pudore la mala e la vita di strada (la 42°) della Grande Mela Marcia, la mejo New York, tappezzata di locandine di musical, ma anche di bottiglie rotte, mozziconi e spolverata di “neve bianca”.

Un po’ Cabaret, un po’ Chorus Line, un po' The Producers, lo spettacolo scorre tra colpi di scena, colpi di pistola (in realtà solo uno!) o colpi in faccia, per una trama che si svolge senza cedimenti ed avvolge e coinvolge con un ritmo ined energia esauribili.

Non voglio citare tutti gli alunni della Scuola: bravi tutti, davvero, anche se ho già le mie preferenze.
Non mi sembra giusto, però svelarle.

Grande merito solo ad Alice Mistroni che ha voluto lo spettacolo e lo ha diretto con mano femminile, ferma e disincantata, toccando il tema delle donne “di vita”, con occhio oggettivo e senza mai giudicare.

Ottimo tutto lo staff: la direzione musicale di Angelo Racz, con arrangiamenti musicali di Roberto Gori, le coreografie di Gail Richardson, le scene di Elisabetta Guglielmo, traduzione delle liriche di Simone Leonardi, traduzione del libretto di Claudio Zanelli (assistente alla regia sarà di Chiara Vecchi).
Complimenti anche agli insegnanti della scuola, tra cui troviamo nomi come gipeto, Mattia Inverni, Brian Bullard, il collega Lucio Leone per la "storia", solo per citarne alcuni.

Bravi, tutti, i “pulcini” della scuola, per usare un termine calcistico.

Mi rivolgo a voi, come a tutti i performer che si stanno formando: godete dell’opportunità che avete.
Siete tanto deliziosamente “belli” ed entusiasti, ma non scoraggiatevi, quando uscirete dal nido della vostra scuola e a volte vi troverete a combattere con le mentalità di chiusura che abbiamo detto o a fare spettacoli “brutti”.

Succede, ma non vi rovinerà la carriera. Nessuno vi stigmatizzerà per questo.

Da tutto c’è da imparare. Solo auguriamoci insieme che ci sia, anche per le grandi produzioni, il coraggio di osare e di sperimentare, come a volte avviene solo nelle Accademie.

Sotto, il curtain call.


http://www.lascuoladelmusical.com/