mercoledì 9 marzo 2016

Notre Dame de Paris Riccardo Cocciante: l'editoriale di Silvia Arosio

Il giubileo di Notre Dame de Paris

Non sto parlando della Cattedrale francese, ma dello spettacolo capolavoro di Riccardo Cocciante. Perché il 2016, dopo ben 14 anni dal debutto, ha riaperto la porta dello spettacolo, quella stessa porta in cui voleva passare Frollo per entrare nel Ben di Dio cattedrale/donna e che diventerà rito collettivo per tutti.

E come il Giubileo ufficiale, le “porte” sono distribuite in tutta Italia, per accontentare i fedelissimi, perché è prevista una lunga tournée, a cui si stanno regolarmente aggiungendo date.

Perché dalle porte di NDP non solo passeranno una tonaca nera, o un cappotto azzurro: ci passeranno coloro che hanno dato vita all'icona dei personaggi, a quelle maschere che si sono poi “appiccicate” inesorabilmente addosso agli artisti, modellate su di loro, come una avvolgente mask teatrale.

E, a “ruota”, sotto quelle porte, seguiranno tutti gli spettatori, dai più agé ai bambini che magari non hanno assistito alla nascita dello spettacolo, se non in DVD.

Per l’occasione, tornerà il primo cast (quasi) completo.




La notizia, inizialmente, ha suscitato polemiche, per i ragazzi che hanno partecipato al casting.

La Produzione ha però affermato che, oltre agli ottimi professionisti, già annunciati, pronti alle sostituzioni nel caso di defaillance, entreranno nuovi performer a far crescere la grande famiglia di NDP, che diventa così un’ottima fucina di talenti, sia per i cantanti, che per i danzatori: tanto è vero che all’estero, dove lo spettacolo non si è mai fermato, girano spesso artisti italiani.

Oltre a GRINGOIRE/MATTEO SETTI, QUASIMODO GIO' DI TONNO, ESMERALDA LOLA PONCE, FROLLO VITTORIO MATTEUCCI, FEBO GRAZIANO GALATONE, CLOPIN LEONARDO DI MINNO e FIORDALISO/TANIA TUCCINARDI già in questi giorni, al Lineariak, stiamo vedendo sul palco, mescolati al primo cast, Marco Manca, Alessandra Ferrari, Lorenzo Campani e Luca Marconi. Altri artisti, di cui non faccio il nome, si sono visti aggirarsi per la platea, in attesa di prendere il loro ruolo, ed altri arriveranno.

Perché Notre Dame è come “una fede” e deve continuare.

L’Architettura di Notre Dame de Paris

NDP parte da uno script, da un progetto voluto da Riccardo Cocciante.

Dalla carta, si sviluppa poi sui tre piani fisici.

E’ stato il primo vero spettacolo tridimensionale, che si svolge sulle tre dimensioni, come in una proiezione ortogonale: lo show si può vedere da diversi punti di vista, grazie agli acrobati che, non solo si arrampicano alle pareti, come nel free climbing, ma volteggiano nell’aria, nei pezzi clou.

Se “la pietra si fa statua, musica e poesia”, per erudire le masse, come era tipico nel periodo, i personaggi stessi sono architettura. Non lo è forse Frollo, statuario, imponente, fondamenta di una Cattedrale che comincia a scricchiolare, per le infiltrazioni dei liquidi ed inafferrabili clandestini, guidati dal borderline Clopin o dalla destabilizzante innocenza della sinuosa Esmeralda?

O non lo è Quasimodo, alter ego dei mostri di pietra, dei gargoyle che popolano le guglie della Chiesa?

E se granitici sono i due personaggi di potere, Febo e Fiordaliso, non possiamo paragonare il poeta Gringoire ed i suoi gesti e versi arabescati, ai merletti infiorettati del gotico fiorito, dove “tutto sale su verso le stelle”, fino all’algida Luna?

L’empatia di Notre Dame De Paris

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

(Marcel Proust)

Se l’architettura aveva (anche) lo scopo di erudire le masse, Notre Dame De Paris, l’Opera, può essere “letta” come un libro.

Tra le righe del testo, della messa in scena, ognuno ritrova una parte di sé.

La magia del teatro, dove tutto è hic et nunc, si svolge davanti ai nostri occhi e prende alla gola.

Cocciante ha più volte dichiarato di avere il suo transfer personale in Quasimodo, quasi una proiezione, un ologramma fisico, che lo rappresenta sul palco.

E voi, in chi vi ritrovate?

Avete vissuto un a more proibito e passionale come Frollo, o vi sentite al primo amore come Esmeralda?

Vivete d’arte come Gringoire o cercate il potere, come Febo e Fiordaliso?

C’è tutto, in quest’opera: basta trovarci e ritrovarci.

Operazione Nostalgia?

Per i motivi che ho descritto sopra, non trovo che NDP con il primo cast sia un’operazione nostalgia.

Non è la prima volta che si ripropongono in teatro cast storici: in Italia, pensate al recente Jesus Christ Supertar con i tre mostri sacri del film.

Non può esistere “nostalgia” nel teatro.

Proprio perché tutto si ripropone ogni sera diverso, gli artisti sul palco portano in scena il personaggio, arricchito dall’erlebnis di 14 anni di “vissuto”: sono cambiati, hanno attraversato varie esperienze, lavorative e personali, e, pur essendo fedeli ai canoni del personaggio, portano in sé qualcosa di nuovo, che ricrea una nuova maschera, più ricca e sfaccettata.

Non solo. E’ cambiato il pubblico: noi stessi siamo cresciuti, maturati, abbiamo vissute esperienze esattamente come i ragazzi del cast.

E non stupitevi se ora apprezzerete più un brano e meno un altro: è il bello dello spettacolo dal vivo.

In questa nuova versione, sono state leggermente modificate le coreografie, le luci e le vocalità, sempre nel rispetto dello script.

Ma fondamentalmente Notre Dame è quello: il capolavoro che ricordavamo.

Perché modificarlo?

Rito collettivo

Notre Dame de Paris è un evento, un rito collettivo come tutti gli spettacoli teatrali.

Ma, per i punti che ho analizzato insieme a voi, forse lo è un po’ più di altri. Forse perché fu la prima Opera Popolare (o moderna, non riesco a chiamarla musical), in Italia, a cui ne sono seguite molte altre, con esiti più o meno riusciti.

E’ un’alchimia che trasforma, è la sinergia che unisce le musiche di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, le liriche italiane adattate da Pasquale Panella e l’impianto scenico imponente, prodotto in Italia da David Zard.

E’ la voce e l’interpretazione degli artisti od i voli e le acrobazie dei danzatori, acrobati e breakers.

E’ noi stessi, che ancora una volta stiamo sotto quel palco ad emozionarci e crescere con lo spettacolo.

E’ vecchia e nuova generazione di cast, vecchia e nuova generazione di pubblico.

Notre Dame de Paris, al di là dei gusti personali, delle preferenze di genere, delle scelte del cast, va vissuto (e non visto).

Lo sa bene il pubblico che sta riempiendo il Linear Ciak, in queste serate milanesi.

Lo sanno bene David Zard, Clemente Zard e Riccardo Cocciante che lo hanno rivoluto.

E a cui, tutti noi, siamo immensamente grati.

(FOTO IN PAGINA DI R.MARCHESINI)





Lo speciale dedicato a NOTRE DAME, andrà in onda DOMANI SERA 10 marzo, ORE 21.30, SU LOMBARDIA SAT DIGITALE TERRESTRE 199 E IN CONTEMPORANEA SU SKY 908.
Successivamente, sarà pubblicato sul canale YOUTUBE di SILVIA AROSIO. 


I biglietti sono in vendita su TicketOne Seguite gli aggiornamenti su www.ndpitalia.it

NOTRE DAME DE PARIS. INFORMAZIONI Biglietti in vendita su www.ticketone.it

Sito ufficiale www.ndpitalia.it 

Pagina Facebook www.facebook.com/notredamedeparisitalia       

Musiche Riccardo Cocciante 
Liriche Luc Plamondon 
Versione Italiana Pasquale Panella 
Regia Gilles Maheu 
Coreografie Martino Müller 
Costumi Fred Sathal 
Scenografie Christian Rätz 

CAST

GRINGOIRE MATTEO SETTI

QUASIMODO GIO' DI TONNO

ESMERALDA LOLA PONCE

FROLLO VITTORIO MATTEUCCI

FEBO GRAZIANO GALATONE

CLOPIN LEONARDO DI MINNO

FIORDALISO TANIA TUCCINARDIE oltre 30 artisti tra ballerini, acrobati e breaker