martedì 23 febbraio 2016

Serial killer per signora musical: le prime info sul nuovo spettacolo con Ingrassia e Guidi


Ieri vi ho proposto il casting per la nuova avventura in tandem di Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia, Serial killer per signora.

Visto il grande successo del post, vi propongo le info dello spettacolo, così come sono state pubblicate sul sito della produzione.
Serial killer per signora


Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia

musical di Douglas J. Cohen
da un racconto di William Goldman
traduzione e adattamento di Gianni Fenzi e Gianluca Guidi
traduzione delle liriche Giorgio Calabrese
con due attrici in via di definizione

scene Alessandro Chiti

regia Gianluca Guidi

produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
Trama

Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora.
Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro.

Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita. Una grande attrice, troppo impegnata per
donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso.
Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo.
Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva.
Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata
da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca
attenzione che la stampa gli ha dedicato.
Kit cerca Morris.
Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.
Note di regia

“Un killer in città, può provocare il caos, e che detective lo
impacchetterà” canta Morris ad un certo punto della commedia. Questa frase stigmatizza il percorso dei due protagonisti. Kit, uccidendo, ottiene la prima pagina del New York Times, secondo la sua mente malata raggiunge il successo. Morris ne diventa l’inseguitore e potenziale carnefice,
dando lustro alla sua sbiadita carriera. Nutrendosi uno dell’altro, iniziano una gara senza esclusione di colpi che, inevitabilmente, avrà un solo vincitore.

Se volessimo addentrarci brevemente in una descrizione più profonda del loro rapporto, potremmo tranquillamente asserire che, sebbene in
forma assai più lieve e edulcorata, sono l’uno il compendio dell’altro, quasi a voler risvegliare un saggio shakespeariano a firma di René
Girard intitolato Il Teatro dell’Invidia in cui si descrive quella spirale che,
a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il desiderio mimetico), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente
mediante il sacrificio di una vittima designata.
Si intrecciano le vite dei nostri due eroi e del loro “Amore” (come dice
Shakespeare ne I Due Gentiluomini di Verona): l’uno per l’altro, con altri
rapporti normali e protagonisti di vite terrene: due madri, tre vittime ed una affascinante giovane donna dell’Upper Class newyorkese,
che contribuirà non poco a mettere confusione nella vita del povero
Detective Morris Bromo.
Appunti di viaggio di Gianluca Guidi

Ciò che più atterrisce un regista è scrivere le note di regia o la
presentazione di uno spettacolo che metterà in scena dopo 6 mesi.
Spesso le buone idee arrivano poco prima della prova generale, e mentre sei felice di aver risolto uno o più problemi, ti dici: “bello,
certo le note di regia di sei mesi fa… ah, se avessi potuto scriverle ora!”
Nel caso di Serial Killer per Signora, però, – mi si consenta il paragone più
che mai azzeccato – si tratta di un ritorno sulla scena del delitto.
Era il 2001 quando ho prodotto e diretto (senza interpretarlo) questo spettacolo per la prima volta. Fu un’esperienza felice: la mia prima
regia. Piacque tantissimo, mettendo d’accordo critica e pubblico.
A distanza di quindici anni ne curo una seconda edizione, con delle differenze: non produco più, ne sono sempre il regista, interpreto uno dei due
ruoli maschili ma spero nel medesimo esito.
Ecco perché reputo più appropriato chiamare queste poche righe
”appunti di viaggio”.

Il testo di Douglas J. Cohen (autore sia delle musiche che della
drammaturgia) mi è familiare da 15 anni, ed il mio viaggio teatrale
dopo 3 lustri mi riporta qui.
Il teatro, tendenzialmente, dovrebbe sempre raccontare una storia; a volte, purtroppo, la si sacrifica per qualche non meglio identificato onanismo di
palcoscenico che non porta acqua al mulino di nessuno.
Dalla precedente edizione porto con me la brillante e colta
versione delle liriche di un grande maestro della musica leggera
italiana Giorgio Calabrese, la direzione musicale originale di Riccardo Biseo con materiale aggiunto e orchestrato da Ciro Caravano e parte
della traduzione di allora a firma del mio grande amico Gianni Fenzi.

Dopo il successo di Taxi a due piazze, virare decisamente verso
qualcosa di completamente diverso, è sembrata la scelta più naturale
che Giampiero Ingrassia ed il sottoscritto avrebbero dovuto fare.
Speriamo di incontrare di nuovo il favore di pubblico e critica che ci hanno accompagnati nel precedente spettacolo.
E poi chissà, magari faremo un viaggio sulla luna, che di ‘sti tempi, anche per disintossicarsi un po’…
Con il medesimo affetto che dura da 30 anni di palcoscenico, ma
(purtroppo) un po’ più disilluso.
Vostro
Gianluca Guidi