venerdì 18 maggio 2018

Waiting – The musical della CDM: il curtain call e la recensione


Vorrei cominciare con la musichetta esasperante che tutti voi avete ascoltato o solo sentito al telefono: quella dell'attesa, che è stata diffusa ieri sera al Teatro Blu, mentre la gente prendeva posto (immaginatene una. Magari è quella).

Ma non voglio farvi attendere. O forse sì?

No, non mi perdo in quisquilie....lo dico.

Finalmente, lo ha fatto.

Claudio Zanelli ha fatto un gruppo tutto suo.

WAITING....


Beh....tutto tutto, no.

L'idea è sua, ma l'ha realizzata in collaborazione con Luca Peluso, Giacomo Buccheri e Tania Occhionero.

Un gruppo "intelligente", un'idea brillante: uno spin off,  se così vogliamo definirlo, della scuola di teatro musicale SDM di Milano, grazie all'interesse per il progetto dimostrato da Giulio Riva e Gail Richardson, titolari della Scuola Del Musical, e da Alice Mistroni, direttore artistico della stessa.

Da SDM a CDM, Compagnia Di Musical, il passo è breve: ad un anno da The Life, con i diplomandi della scuola, ieri sera è nato ufficialmente l'unione tra i diplomati, che, usciti dalla scuola, si ritrovano una volta alla settimana per un laboratorio che ha scaturito Waiting il musical, andato in scena al teatro Blu.

Perchè si sa, dopo una scuola, si attende. E per non restare con le mani in mano, progetti come questi servono per continuare a studiare, per mettersi alla prova, per farsi vedere.

Così l'attesa del piacere diventa essa stessa un piacere.

ATTENDERE CLICCANDO SOTTO



Waiting è questo.

Si attende. Sempre. Anche se oggi si cerca di evitare l'attesa e di riempirla con qualsiasi cosa (a volte, invece di guardare il cellulare, guardate il cielo o le persone o i tetti delle case).

E la drammaturgia dello spettacolo sottende l'attesa: cosa potreste metterci? L'attesa per un provino? L'attesa dal medico? L'attesa di un treno? Il grande amore? Godot?

L'attesa della morte.. o della vita?

ATTENDERE PREGO


Troviamo tutto, unito da un'abile regia che lega i quadri con una fluidità rara, si scivola da una scena all'altro senza buchi, con un mix (inteso proprio come "non si sa dove finisca un brano e ne inizi un altro), che unisce canzoni note e meno note, che vanno da A Chorus Line, West Side Story, ma anche Hamilton e già da ora The Greatest Showman.

Anzi. Spesso i brani stessi sono fusi e appena riconoscibili, grazie alla abile mano di Buccheri che ti porta su un binario, per poi cambiartlo e spiazzare il pubblico.

Così è se vi pare, si passa dal classico Aspettando Godot all'Uomo dal fiore in bocca, a brani sconosciuti: in questo caso, lasciatemi fare un plauso per la recitazione, a tratti davvero ottima e da spettacolo di prosa (fosse sempre così).

Meno favoriti i cantanti, perchè la scelta, pur bella, di cantare senza microfono, come in molto teatri off americani, li ha a volte poco valorizzati, per l'acustica della serata.

Belle le scene di gruppo, buone le coreografie, seppure in un palco piccolo, tanta ironia, persino comicità, e qualche goccia di tagliente tragicità.

La commedia della vita e dell'attesa.

NON ATTENDETE OLTRE E GUARDATE IL CURTAIN CALL




Non vi parlerò uno per uno degli interpeti: ho visto persone, come anche in The Life, già pronte, altre un po' più acerbe.

Per ora, non è davvero il caso di fare nomi.

Voglio però fare i complimenti a tutti, ma proprio a tutti, per questa scelta.

L'attesa non va mai buttata via: in attesa di provini, in attesa di una parte, di una mascotte, in attesa di un ruolo.

E' nell'attesa che succedono le cose: basta prepararsi ed essere pronti.

E le congratulazioni allo staff ed in particolare a Claudio Zanelli, per il gruppo tutto suo.

State all'erta, penso ne vedremo delle belle.

Basta solo aspettare.

Per informazioni contattare: compagniadelmusical@gmail.com oppure 392 45 13 363