mercoledì 10 febbraio 2016

I Duellanti: in arrivo al Quirino di Roma, con Alessio Boni


Al Teatro Quirino di Roma, dal 23 febbraio al 6 marzo, Federica Vincenti per GOLDENART Production presenta I Duellanti.

Si tratta della prima riduzione teatrale del racconto dello scrittore inglese che nel 1977 Ridley Scott trasformò in un film. Protagonista, Alessio Boni, che anche questa volta si è preparato presso l'Accademia d'armi del Maestro Renzo Musumeci Greco).

Alessio Boni ha partecipato alla riscrittura teatrale del testo di Conrad con Roberto Aldorasi, Francesco Niccolini e Marcello Prayer, co-protagonista. Ha curato la regia, insieme ad Aldorasi, tenendo ben presente la lezione di Ridley Scott.

I protagonisti del film del 1977 erano Keith Carradine e Harvey Keitel.

Lo spettacolo ha debuttato con successo quest’estate al Festival di Spoleto.

Per l'occasione, vi riposto l'intervento di Alessio Boni a Roma, alla Maratona di Scherma del luglio 2013, sempre organizzata dal Maestro Renzo Musumeci Greco (LA MARATONA DI SCHERMA, Memorial Enzo Musumeci Greco).

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LA STORIA

Un romanzo esemplare, scritto da uno dei più grandi autori europei di primo Novecento: Józef Teodor Konrad Korzeniowski, meglio noto come Joseph Conrad, un polacco che, in inglese, racconta una sorprendente storia francese. Di più: napoleonica. L’affresco di un mondo, quello della cavalleria e degli eserciti ottocenteschi, che da lì a breve sarebbe stato spazzato via dalle nuovi armi e dalle nuove logiche militari del Novecento: l’introduzione di armi da fuoco a ripetizione e il super potere degli industriali nella gestione dei profitti di guerra avrebbero buttato all’aria antiche regole, l’etica militare e reso smisurati gli eccidi sui campi di battaglia.

L’idea geniale su cui Conrad costruisce “The Duel” è che i due avversari non si fronteggiano sugli opposti versanti del campo di battaglia: sono ufficiali dello stesso esercito, la Grande Armée di Napoleone Bonaparte. Ussari, per l’esattezza.

Per motivi a tutti ignoti – e in realtà banalissimi, al punto da rasentare il ridicolo – inanellano sfide a duello che li accompagnano lungo le rispettive carriere, senza che nessuno sappia il perché di questo odio così profondo. E, proprio per il mistero che riescono a conservare, i due diventano famosissimi in tutto l’esercito napoleonico: non tanto e non solo per i meriti sui campi di battaglia di tutta Europa, quanto per la loro eroica fedeltà alla loro sfida reciproca, che li accompagnerà per vent’anni, fino al duello decisivo.

Un’opera su di un mondo in rapida estinzione, e al tempo stesso un capolavoro dell’assurdo, su come i fili della vita e del destino sfuggano di mano e sopravanzino ogni buon senso e prevedibilità.

Gabriel Florian Feraud, guascone iroso e scontento, e Armand D’Hubert, posato e affascinante uomo del nord, non sono semplicemente due giovani promettenti e sconcertanti ufficiali del più grande esercito dell’Ottocento, ma a modo loro incarnano incubi e ossessioni che – da Melville a Faulkner, da Kafka fino ad Albert Camus – accompagnano la cultura occidentale fino allo sfacelo della seconda guerra mondiale.



NOTE DI DRAMMATURGIA

Questo è un lavoro sull’avversario e sul diventare adulti.

Per me nei Duellanti esiste una questione semplice per quanto contorta: l’avversario più feroce lo hai dentro di te e non riesci a liberartene per il semplice fatto che sei tu che non vuoi liberartene. È il richiamo della foresta, la voglia di libertà, il piacere del rischio e della conquista. E non sta altrove, sta dentro e si nutre di te e tu di lui. Amo quelle storie in cui io posso leggere una trama, e contemporaneamente un’altra completamente diversa, e le due convivono perfettamente. Questo è uno di quei casi: Feraud esiste ed è un avversario reale, in carne e ossa, spietato, feroce, pure stupido per certi versi ma molto determinato. Non mollerà mai. Eppure, al tempo stesso, Feraud è la metà oscura di D’Hubert: è quella parte di te che riemerge ogni volta che abbassi la guardia, ogni qualvolta che – guardandoti intorno – scopri un desiderio vietato che non ti vuoi negare, come ad esempio un duello in piena regola, anche se le regole dei duelli sono state abolite da Napoleone, che i duelli odiava. Eraldo Affinati, nel commentare Il compagno segreto, un racconto di Conrad degli stessi anni di The Duel, scrive: «Il compagno segreto spiega come si fa a diventare adulti: bisogna scegliere, ma ciò significa rinunciare a qualcosa di se stessi, non soltanto ai rami secchi, il che non costerebbe nulla; anche a quelli fioriti, persino ai più belli. E questo è molto meno facile. Si tratta di una vera e propria amputazione spirituale: chi non l’accetta, non cresce». Mi sembra una fotografia perfetta anche per i nostri Duellanti e fa di questa storia un Fight Club ante litteram: uno scontro violento e inevitabile, desiderato, dove – in realtà – il tuo vero avversario non esiste. Anzi, molto peggio: sei tu. Come se, nel momento di iniziare il duello, quando sei spalla a spalla, e fai i tuoi passi per allontanarti, nel voltarti verso il tuo Feraud, vedessi te stesso. E di quel duello ne hai più bisogno dell’aria che respiri. Senza, sei morto. [Francesco Niccolini]

I duellanti

dal 23 febbraio al 6 marzoFederica Vincenti per GOLDENART Production
Alessio Boni 
Marcello Prayer

di Joseph Conrade con Francesco Meonitraduzione e adattamento Francesco Niccolinidrammaturgia Alessio Boni   Roberto Aldorasi
Marcello Prayer   Francesco Niccolini
violoncellista Federica Vecchiomaestro d’armi Renzo Musumeci Grecomusiche Luca D’Albertoscene Massimo Troncanetticostumi Francesco Espositolight designer Giuseppe Filipponioregia Alessio Boni e Roberto Aldorasi

foto Federico Riva

PS  non perdetevi la puntata di Movie Mag su Rai Movie, canale 24 dt. Cinema, scherma, spettacolo e Duellanti. Mercoledì 10 febbraio , ore 22,55