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mercoledì 18 novembre 2020

Claudio Trotta insignito dell'Ambrogino d'Oro




A coronamento dei suoi oltre quarant’anni di carriera in campo culturale, Claudio Trotta è stato ufficialmente insignito dell’attestato di civica benemerenza dell’Ambrogino d’Oro, onorificenza conferita ogni anno dal Comune di Milano.

Queste le parole con cui ha commentato l’importante riconoscimento:

«Ieri sera ho ricevuto una notizia che mi inorgoglisce, mi emoziona e mi gratifica.

Entro a far parte di un elenco di persone che dal 1946 la Città di Milano riconosce aver dato alla propria città tutto quello che poteva per il bene supremo e superiore che è la collettività.

Ora più che mai è vitale condividere speranza, passione, affettività, armonia, rispetto e visione per il futuro di chi deve ancora nascere e di tutti noi.

Ho fatto un sacco di errori nella mia vita ma ho sempre avuto il coraggio del fare, costi quel che costi.

Vedere premiato il proprio coraggio così espressamente nelle motivazioni che hanno sostenuto il mio Ambrogino è stimolo a continuare a fare.

Ci tengo a sottolineare che un uomo da solo non può fare nulla se non sostenuto da una comunità che è la famiglia, il gruppo di lavoro e anche gli sconosciuti che però sono anime affini che nel proprio quotidiano condividono le mie stesse priorità e battaglie.

Grazie perché per me questo premio è una reale e sentita soddisfazione.»
Ecco le motivazioni che hanno portato al conferimento dell’Ambrogino.

Claudio Trotta, milanese doc, ama la musica, vive di musica, combatte per la musica. E’ un uomo con una cultura musicale enorme e per il suo lavoro ha investito la vita intera battendosi contro le grandi corporation che ormai monopolizzano il mercato dei concerti. Per anni si è battuto contro quella pessima “abitudine” che si chiama “Secondary Ticketing” che, in pratica, è la messa in vendita in rete dei biglietti per concerti, generalmente i più grandi e costosi, a volte prima che gli stessi siano in vendita attraverso i canali ufficiali. Ovviamente questi biglietti, virtuali prima e reali poi, hanno prezzi molto alti, a volte anche il doppio, quando non di più, rispetto al prezzo di vendita al botteghino. Ovviamente si scrive in inglese ma, in realtà, trattasi di sofisticato bagarinaggio. Un fenomeno che arricchisce in maniera enorme gruppi societari organizzati.

La figura di Claudio Trotta è da vedersi come una sorta di Davide contro i Golia del sistema che gestisce le grandi biglietterie virtuali del web. Questo fenomeno esiste da circa 15 anni ma la differenza tra il bagarinaggio da strada è che questo coinvolge poche persone e pochi biglietti mentre il bagarinaggio on line coinvolge grandi realtà societarie, investimenti informatici, paradisi fiscali, forti importi in gioco (si parla di circa 10 miliardi di euro come giro d’affari complessivo ad oggi). Per capirci: quando su un sito ufficiale appaiono in vendita i biglietti e, immediatamente, spariscono per poi riapparire sui siti di Secondary Ticketing è perché vengono “aspirati” da programmi informatici ad hoc, chiamati BOT, impedendo l’acquisto “ordinario” ai fans operando, quindi, in maniera scorretta e illegale. Tale emendamento introduce il biglietto nominale per i concerti (o eventi di spettacolo) che prevedono oltre 5 mila spettatori. Per entrare al concerto verrà chiesto il documento di identità che deve combaciare con quanto indicato sul biglietto. Sarà possibile rimettere in circolo il biglietto in caso di intervenuta impossibilità a partecipare all’evento ma con modalità non invasive economicamente per gli interessati.

A questo proposito importante è stata la sua battaglia affinchè venisse proposto e votato con favore un emendamento alla Legge di Bilancio del 2018 che impone i biglietti nominali per i concerti (in vigore dal 1° Luglio 2019). Si sottolinea che il Consiglio Comunale, nel 2018 votò una mozione che con la quale si impegnava l’amministrazione comunale ad un’attenzione su questo tema per quanto riguarda i luoghi di spettacolo di proprietà del Comune.
Al fine di limitare o, sperabilmente cancellare questa condizione non rispettosa degli spettatori, in particolare i fans, Claudio Trotta ha messo in campo varie iniziative tra le quali, la più importante (oltre alle denunce sui media e alla Magistratura) è stata quella di produrre il cosiddetto “biglietto nominale” dove è impossibile barare e/o vendere il biglietto ad altro soggetto a prezzi maggiorati. Nonostante le avversioni da parte di molti altri promoter, Trotta ha iniziato ad utilizzare questo sistema a partire dal 2017, con il concerto dei Queen a Bologna a cui parteciparono 14.000 paganti senza che emergessero particolari problemi per gli spettatori.
Tale battaglia non è stata e non è fine a se stessa ma risponde alla logica di preservare gli spettatori dall’aggiotaggio dei biglietti e al depauperamento della disponibilità economica degli spettatori rispetto alla fruizione della musica. Perché il concetto è che se un appassionato di musica spende 100 al posto di 50 per un concerto “grande” non spenderà magari altre cifre per andare a vedere altri concerti a discapito di artisti minori (non per qualità ma per dimensione del proprio pubblico). Inoltre, per la sua militanza ideale, nella dinamica di Trotta non è pensabile che determinati spettacoli possano essere nella disponibilità solo di chi ha le disponibilità economica per l’acquisto di biglietti a prezzi inaccessibili ai più.
La sua battaglia si mossa anche sulla linea della richiesta di chiusura dei siti che vendono biglietti on line con la proibizione delle transazioni economiche on line anche in considerazione che sul prezzo del biglietto si paga l’IVA mentre sulla differenza no e, quindi, si innesta anche una irrisolta problematica fiscale. E il problema si allarga...Per operare con maggiore coerenza e forza in questa battaglia Trotta ha cercato di responsabilizzare, coinvolgendoli, anche gli artisti cercando di renderli consapevoli di quanto avviene alle loro spalle nei confronti dei propri fans al fine di renderli suoi “alleati” per evitare che, invece, siano complici di un business che nulla a che fare con l’arte. Molte di queste tematiche sono presenti nel suo libro “No pasta, no show” del 2018.
Nel tempo Claudio Trotta, pur continuando ad esercitare la sua professione di promoter musicale, ha iniziato a lavorare nell’ambito dello slow food promuovendo eventi con tale concetto e, in seguito, anche con il contributo di alcuni nomi del mondo dello spettacolo ha creato l’associazione Slow Music con la quale costruire percorsi di attenzione alla musica come elemento di qualità nella vita quotidiana, della bellezza intesa come gioia di vivere, per sostenere modi nuovi di vedere la vita attraverso il filtro dell’arte, per promuovere nuovi musicisti, per sostenere la musica diffusa nelle città, per “marcare” i luoghi in cui, a Milano, si sono svolte, negli anni, iniziative musicali memorabili e degne di un ricordo tangibile (la prima targa è stata apposta all’Arena, in ricordo del concerto in memoria di Demetrio Stratos, Giugno 1979).
La sua passione e visionarietà lo ha portato anche ad avere rovesci economici importanti a fronte di grandi eventi che, in altri Paesi, sarebbero stati esaltati per decenni (vedi l’iniziativa di “Sonoria” nei primi anni ’90) che, però, non gli hanno impedito di proseguire a testa bassa con altri grandi proposte (da “Monster of rock”, il più grande concerto di metal-rock in Italia, ai tour di Bruce Springsteen, alle giornate musicali al Castello di Vigevano – “Dieci giorni suonati” - e via elencando). Ma oltre che essere un promoter di livello ed un appassionato di musica, Trotta è anche “uno” che sparecchia i tavoli o si ferma a salutare i fans mettendo attenzione scrupolosa sul tema della sicurezza all’interno dei luoghi in cui si svolgono le manifestazioni musicali organizzate da Barley Arts.
Tra i primi a promuovere la raccolta differenziata ai concerti, la Barley Arts, ha anche vinto il premio “Greener Festival Award” a dimostrazione di uno sguardo particolare su come si gestiscono i concerti prima, durante e dopo le manifestazioni anche nel rispetto dell’ambiente, sensibilizzando i partecipanti a questa fondamentale tematica. Nell’ambito del rispetto dell’ambiente si segnalano le due edizioni del progetto “A.R.M.O.N.I.A.” (organizzato con il sostegno di ERSAF e della Regione Lombardia), completamente gratuito per il pubblico. Un progetto che ha portato (e riportereà) la musica nelle foreste e lombarde al fine di fare gustare la cultura e le arti con a diretto contatto con la natura e per valorizzare la natura, il turismo, l’enogastronomia e il rispetto dell’ambiente. Questo progetto è stato diffuso sui canali sociali di Slow Music al fine di consentire la massima partecipazione del pubblico non presente.

Da sottolineare, inoltre, che Slow Music in maggio ha elaborato il protocollo “Vengo anch’io… per sentire l’effetto che fa”, progetto di ripresa delle attività di spettacolo e musica dal vivo in completa sicurezza. Questo progetto, probabilmente il più completo ed organico in circolazione, è stato inviato a Governo, Ministeri, Regioni, ANCI, Comune di Milano, associazioni di categoria e media. Un progetto di grande competenza reso possibile dal contributo di esperti di vari settori (ovviamente anche di natura medica).

Al fine, inoltre, intrattenere il pubblico degli amanti della musica e dell’arte in generale nel periodo di lockdown, il 2 aprile 2020 è stato diffuso, sul canale YouTube di Slow Music (WeAreSlowMusic) la prima puntata di Slow Club, rotocalco libero e indipendente ideato con il contributo di artisti di ogni genere che hanno partecipato con entusiasmo con brevi video girati con smartphone e videocamere. Uno strumento, questo, che ha cercato di parlare di musica, cultura, arte e quant’altro necessario per mantenere un canale vivo e contatti reali nel momento di più grave disagio per tutti.

Come milanese doc, come promotore della battaglia per una cultura della musica diffusa e della bellezza, come operatore culturale e musicale in campo da oltre quarant’anni e, soprattutto, per la sua battaglia contro il bagarinaggio on line a favore degli appassionati di musica e per la protezione della stessa (oltre che degli spettatori paganti) si richiede l’assegnazione dell’Ambrogino d’Oro alla persona di Claudio Trotta.





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