venerdì 5 aprile 2013

Cunti in tavola, un giullare al ristorante


Sabato 6 Aprile 2013 torna Cunti in tavola, un giullare al ristorante.
Alla corte di Hyria, nel cuore del centro storico di Oria: un evento teatral-culinario che ha già entusiasmato gli ospiti al debutto.

Dopo l’esordio a marzo, torna ad Oria l’evento Cunti in tavola, un giullare al ristorante che ha divertito e soddisfatto ospiti ed organizzatori. Durante la cena-spettacolo, infatti, la piccola macchina medievale ha funzionato bene. La formula funziona e piace. E sarà migliorata con nuove interazioni. Perciò l’attore narratore Giuseppe Vitale e lo chef Dino Di Levrano incroceranno di nuovo le loro arti. Il risultato di un tale impasto saranno piatti da raccontare e storie da mangiare.
Si potranno, infatti, assaporare dei racconti popolari combinati con piatti che li riguardano. Durante la cena, per esempio, si gusteranno orecchiette con braciole e cacio ricotta mentre un giullare riporterà i commensali nel Medio Evo, un'atmosfera già suggerita dalla caratteristica ambientazione del ristorante dove si svolgerà l’evento, che tra l'altro è adiacente al già suggestivo quartiere ebraico del centro storico di Oria.

Sabato 6 aprile è consigliata una visita in questa cittadina dove si possono ammirare il castello svevo (anche se solo dall'esterno), la basilica cattedrale, il quartiere ebraico, Palazzo Martini, Il Sedile e molto altro ancora. A sera sensi e intelletto potranno viaggiare nella cultura popolare al ristorante Alla Corte di Hyria, in via Francesco milizia 46, a partire dalle 21. Spettacolo e menu fisso a 20 €. Prenotazione e informazioni al numero 329 6624507.

Cuntiin tavola è un evento teatral-culinario voluto ed organizzato dal titolare del ristorante, il cuoco Dino Di Levrano e dall’attore-narratore Giuseppe Vitale. Quest’ultimo nato a Ceglie Messapica nel 1974, vive ad Oria. Dopo essersi interessato alla commedia dell’arte, grazie a un corso al teatro di Roma “La Sapienza”, ha iniziato una pluriennale ricerca all’interno della cultura popolare grazie alla quale ha frequentato anche un seminario di Dario Fo. Lavora nel frattempo per teatro, cinema, tv. Nelle scorse settimane sul piccolo schermo è stato visto su Rai Uno nei panni di Carrisi, il bidello cattivo di Tutta la musica del cuore.

Cunti in tavola è una versione ridotta di Mistero Salentino. Si tratta di una raccolta di racconti e fiabe della tradizione pugliese insieme a filastrocche, una poesia e una giullarata di Dario Fo. Una sorta di giostra, un piccolo concerto di suoni, di espressioni dialettali, di onomatopee.Alcuni dei testi proposti possono classificare come culacchi: “racconti satirici salentini, a volte di spirito anticlericale” – come li definisce Alfredo Romano nella quinta di copertina di Lu nanni orcu (Besa editrice) – “che ricordano tanto gli episodi dell’Aretino, del Rabelais o del Bandello. Sono episodi che tratteggiano storie di paese e di costume, ma che hanno sempre uno sfondo moraleggiante”. Per saperne di più visitare: http://misterosalentino.wordpress.com

Cunti e culacchi hanno riferimenti molto frequenti all’alimentazione, alla sua mancanza o all’accumulo di cibo che taluni, soprattutto gli ordini religiosi, potevano permettersi. Questo tipo di distribuzione comportava delle ingiustizie che sono il vero e proprio cuore delle vicende raccontate. Raccogliendo ed elaborando questi riferimenti Di Levrano, con grande perizia, propone un menu che accompagna, anticipa o posticipa alcuni appuntamenti narrativi. Ne nasce quindi un’esperienza che coinvolge tutti e cinque i sensi dei commensali, oltre ad intelletto e cuore. L’obiettivo è proprio quello di dar vita ad una macchina del tempo che ci riporta ai cicli dei lavori e delle feste del meridione. Anche perché Vitale impiegherà delle tecniche giullaresche, in modo non troppo diverso da come facevano gli attori intorno all’anno mille, epoca in cui il teatro era bandito dalla chiesa e soltanto i giullari riuscirono a tenerne accesa la fiamma. Per questo secondo appuntamento si annunciano novità nella scaletta e un gioco d’improvvisazione con il pubblico che cena.

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