martedì 28 ottobre 2014

Francesco Branchetti: intervista al regista di Girotondo


A gennaio, vi parlai dello spettacolo Girotondo, di Arthur Schnitzler (traduzione di Gianni Guardigli, regia Francesco Branchetti), con Gaia de Laurentiis e Lorenzo Costa.

Lo spettacolo ha vinto il PREMIO OMBRA DELLA SERA come MIGLIOR SPETTACOLO DELL'ANNO.

Ho avuto occasione di effettuare un'interessante intervista al regista, Francesco Branchetti, che mi ha parlato non solo di Girotondo, ma anche dei prossimi progetti di questa stagione teatrale.

Nella prossima pagina, trovate tutto.



1.Schnitzler – già autore di quel “Doppio Sogno” che ispirò “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick – ancora una volta gioca con l'amore, in un'Austria alle prese con l'esordio della psicanalisi. Cos'è l'amore in questo testo e come lo avete reso oggi? 

Girotondo è una commedia attualissima e a renderla tale è il tono drammaturgico di Schnitzler, il suo disincanto, la sua ironia che spesso sfocia nell’amarezza e che svela spesso l’assurdità delle norme e consuetudini morali dominanti nella società. In Girotondo, si indaga la catastrofe affettiva ed amorosa in cui ogni essere umano può imbattersi, si parla con straordinario acume psicologico della crisi generale dell’uomo contemporaneo, in una riflessione sulla condizione umana in cui l’amore talvolta diviene soltanto piacere fisico, pur inteso in tutte le sue sfumature, e che spesso e volentieri sfocia in mera abitudine. Girotondo è la rappresentazione di una società in crisi che fatalmente è costretta a fare i conti con sé stessa. Si parla di convenzioni, di finzione, di un amore alienato, di una ricerca mossa dal desiderio di colmare un vuoto, di una solitudine che ha conseguenze profonde nella società. L’ipocrisia è il motore principale dei personaggi, ma le loro vite si rivelano come una dolorosa ricerca del nulla, in un girotondo dove l’amore è spesso inutile,

2.Si parla di amore sacro o amor profano? C’è distinzione?

Assolutamente si ed io ho voluto mostrarla nella sua più assoluta durezza e implacabilità, indagando l’amore ambito dalla donna e l’amore perseguito dall’uomo, nella più totale incompatibilità di intenti appunto tra uomo e donna .

3.Un testo che è un cerchio perfetto, con i personaggi che si incontrano, entrano, escono e due di loro si ritrovano alla fine a chiudere il Girotondo. “Minuetto” di Mia Martini potrebbe esserne la colonna sonora. Che tipologia umana, di maschere e psicologia, troviamo in questa pièce?

In GIROTONDO ogni cosa gira su sé stessa e alla fine anche le esistenze dei protagonisti si svuotano di senso in un balletto implacabile in cui dominano banalità, falsità, retorica, perdita di senso della realtà, vacuità della vita e stereotipi di relazioni e rapporti. L’intreccio si basa sugli incontri tra dieci personaggi appartenenti a dieci differenti condizioni sociali ed umane: la prostituta, il soldato, la cameriera, il giovane signore, la giovane signora, il marito, la ragazzina, il poeta, l’attrice, il conte. Dieci quadri in cui i personaggi dialogano due alla volta. Uno dei due personaggi è poi protagonista anche del quadro successivo, tranne la prostituta. Quando il conte, ultimo personaggio ad entrare in scena, si congiunge alla prostituta del primo quadro la danza sessuale ha termine.

4.Schnitzler voleva chiamare questo testo non Girotondo, ma La via solitaria: titolo significativo....

Mai mirabilmente come in questo testo si indaga la distanza enorme e le differenze infinite che intercorrono tra struttura del pensiero maschile e struttura del pensiero femminile; la via solitaria riguarda entrambi anche se, a mio avviso, è la donna a farne le spese più dolorose .

5.Vince la donna o l'uomo in questo plot? O entrambi ne escono sconfitti?


Entrambi ne escono sconfitti, ma credo che sia la donna ad esserne maggiormente consapevole, almeno nella mia chiave di lettura e senz’altro nel mio allestimento.

6.Che tocco ci ha messo, come regista, in un testo che è ancora attualissimo?

Ho tentato di mostrare al pubblico soprattutto la straordinaria capacità dell’autore d'indagare l'animo umano e le tortuose relazioni che abbiamo con noi stessi e poi con gli altri; ansie, paure, malesseri, malinconie, dolori, solitudini si confondono in una danza macabra e straziante che ci trascina nell'inferno privato di un rapporto di coppia, di una relazione, di un incontro. Ho condotto lo spettatore in un viaggio nel mondo dei rapporti tra uomini e donne, nell'inconscio, nella psiche, di cui sono proiezioni. Il mio teatro risponde sempre all’esigenza di parlare di ciò che mi circonda sia se porto in scena un testo moderno sia nel caso che si tratti di un classico di cui cerco sempre di mettere in evidenza la modernità e spesso la sconcertante attualità.

7.La sua carriera di regista spazia dal teatro al cinema alla fiction televisiva. Gaia è stata scelta per questo?

Assolutamente no. Ho pensato a lei per il suo talento e per la sua capacità di comunicare infinita grazia e , al tempo stesso, inquietudine e complessità di donna , per la sua capacità di essere e rappresentare la prismaticità della donna e le sue infinite sfumature e devo dire che sono estremamente contento di aver pensato a lei per il risultato ottenuto e devo inoltre sottolineare accanto alle straordinarie qualità attoriali e interpretative di Gaia de Laurentiis, anche il suo straordinario impegno e la professionalità con cui ha affrontato un’enorme mole di lavoro per poter interpretare al meglio i cinque personaggi femminili del testo e devo assolutamente ringraziarla per questa sua dedizione totale al lavoro e allo spettacolo, che l’ha portata a dar vita ad una delle migliori interpretazioni femminili che si sono viste a teatro, secondo me, in questi ultimi anni.

8.Gaia interpreta tutti i 5 personaggi femminili della pièce...lavoro non semplice, il trasformismo attoriale nel giro di un solo copione.


Gaia, in Girotondo, per il suo talento, per il suo impegno senza riserva alcuna ad un lavoro enorme che c’era da fare, per il suo rigore nel lavoro e soprattutto per la sua capacità di dare vita e verità ad ognuno dei personaggi interpretati, ha dato prova di essere una delle poche attrici italiane su cui e possibile “pensare” qualsiasi genere di allestimento anche il più complesso e difficile.

9.Un testo duro: c'è spazio per la speranza? L'amore ci salverà?
Solo se le persone torneranno a credere nella sincerità con se stessi e con gli altri come al più importante strumento di felicità. Spero inoltre che l’uomo torni ad avere la voglia di mettere in discussione se stesso e le sue convinzioni con onestà intellettuale e serenità di giudizio .

10.Il teatro ci salverà?

Il teatro secondo me oggi è ancora più importante di sempre, perché ha una libertà maggiore rispetto alla televisione di poter affrontare in maniera critica e approfondita temi importanti e di grande attualità e ha la possibilità di farlo confrontandosi ogni sera con il pubblico e questo confronto secondo me è vivo e vero come altrove è difficile immaginare.

11.Girotondo ha vinto il Premio Ombra della Sera, come Miglior spettacolo dell'anno. Dove lo vedremo, in futuro?

Sono in attesa di saperlo anch’io dalla produzione. Intanto posso dire che è stata davvero un’ enorme soddisfazione che il mio “Girotondo” abbia ricevuto il premio OMBRA DELLA SERA come miglior spettacolo dell’anno, anche perché negli anni passati lo hanno ricevuto spettacoli straordinari, che ho avuto occasione di vedere. E’ stata una sorpresa riceverlo, ma credo davvero che lo spettacolo lo meritasse.

12.Come regista, ha in programma anche altri spettacoli. Quali?


Nella prossima stagione ci saranno molti miei spettacoli in tournée , porterò in scena “CLEOPATRA” di Gianni Guardigli con Daniela Giovanetti e proseguirà la tournée di “SINCERAMENTE BUGIARDI” con Debora Caprioglio che ha debuttato quest’estate, a Roma invece al Teatro dei Conciatori tornerà in scena “SENSO” sempre di Guardigli, arrivato alla sua quarta stagione di repliche ed interpretato da Isabella Giannone, inoltre tornerà in scena sempre a Roma al Teatro dell’Angelo ”IO, ETTORE PETROLINI” di Giovanni Antonucci con Antonello Avallone ed infine ho scritto una sceneggiatura per il cinema e vorrei fare, dopo tanto teatro, la mia prima regia cinematografica.

ECCO IL PRIMO SPETTACOLO CHE POTRETE VEDERE, A FIRMA FRANCESCO BRANCHETTI:

Sinceramente bugiardi  Alan Aykbourn
In programmazione: 15/11/2014 - 16/11/2014
Teatro Garage GENOVA