giovedì 2 ottobre 2014

Enrico IV (ma forse no): in scena, anche Federico Le Pera e Brenno Placido


Una coppia di giovani attori già molto amati e seguiti, Federico Le Pera e Brenno Placido, sono in teatro con Enrico IV (ma forse no), al Teatro Argot Studio di Roma fino al 12 ottobre.

I due attori hanno partecipato all'amatissima serie Tutti pazzi per amore ed ora vi posso annunciare che Federico Le Pera sarà uno dei protagonisti di una nuova fiction, su Rai 1, con Claudio Santamaria e Claudia Pandolfi.

Intanto, andate a vederli a teatro.

Info nella prossima pagina.


ENRICO IV (ma forse no)

da LUIGI PIRANDELLO
drammaturgia e regia MATTEO TARASCO
con (in o.a.) SIDY DIOP FEDERICO LE PERA TIZIANO PANICI BRENNO PLACIDO
spazio scenico e luci MATTEO TARASCO
costumi CHIARA AVERSANO
assistente alla regia KATIA DI CARLO
foto di scena PINO LE PERA
comunicazione DANILO CHIARELLO
produzione esecutiva MARILIA CHIMENTI

Enrico IV (ma forse no) è un excursus drammaturgico all’interno di uno dei capolavori del novecento, Enrico IV di Luigi Pirandello.

Immaginiamo di raccontare la famosa storia dell’uomo che si crede Re Enrico IV in seguito ad una caduta da cavallo durante una festa in maschera, dal punto di vista dei finti consiglieri segreti, Arialdo, Ordulfo e Landolfo.

La nostra storia si svolge nel presente e si ambienta nel garage della grande villa dove vive l’uomo che si crede Enrico IV. Questo luogo sotterraneo, squallido e oscuro, è al contempo camerino e residenza dei tre “vassalli”, ovvero tre giovani attori disoccupati, i quali, non trovando una “scrittura” migliore, hanno accettato il lavoro offerto loro da un certo Di Nolli, parente dell’uomo che si crede Enrico IV.

In questo sottosuolo, che è anche luogo metaforico, le vite quotidiane dei tre giovani attori - Federico, Brenno e Tiziano - si fondono con la vita inventata di Enrico IV, che mai apparirà in scena, ma che i “vassalli” spiano attraverso i televisori del Circuito Chiuso.

La nostra storia inizia nel giorno in cui è atteso l’arrivo del sostituto di Tito, un quarto “vassallo” di recente scomparso in circostanze misteriose. Ma per un errore del Di Nolli, o forse per un caso fortuito, giunge alla villa Said, un migrante del Gabon, il quale, catapultato da un mondo lontano in questo palcoscenico di pazzi, si troverà a dover recitare la parte di un improbabile Belcredi.

In una sorta di thriller grottesco si dipanerà un gioco delle parti ove nulla è come appare.

Biglietto intero 12 euro
Tessera stagionale Argot 3 euro

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27, Roma
06 5898111
info@teatroargotstudio.com
www.teatroargotstudiio.com